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Teleriscaldamento a Rozzano, M5S: "Assurdo affidamento a privato per 48 anni"

Il caso finisce in Regione con un'interrogazione del consigliere Nicola Di Marco.

Teleriscaldamento a Rozzano, M5S: "Assurdo affidamento a privato per 48 anni"
Politica Rozzano, 28 Aprile 2021 ore 15:26

Teleriscaldamento a Rozzano, M5S: "Assurdo affidamento a privato per 48 anni".

Teleriscaldamento a Rozzano, M5S: "Assurdo affidamento a privato per 48 anni"

ROZZANO – La questione è stata sollevata dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Vincenzo Lepori ed è finita in Regione con un’interrogazione presentata dal consigliere regionale Nicola Di Marco (M5S). Si parla del nuovo piano per il teleriscaldamento di Rozzano.

Il Movimento 5 stelle di Rozzano

“Nell’ultimo consiglio comunale di Rozzano, l’attuale maggioranza di centrodestra ha deliberato una manifestazione d'interesse per riacquistare la rete del Teleriscaldamento (TRL) dalla Curatela fallimentare di Api, per circa 16 milioni di euro, di fatto ripagando le banche e purtroppo anche stralciando le responsabilità civili in capo ai soli  soggetti comunali (per quota parte della richiesta complessiva di circa 5,3 milioni (delibera del 28/12/2020) – scrivono dal Movimento –. Nel 2017, infatti, la Giunta del Pd di Barbara Agogliati, ha dichiarato il fallimento della partecipata comunale Api, lasciando una situazione finanziaria critica che ha portato alla messa all’asta di beni immobili di proprietà comunale tra cui la rete di Teleriscaldamento (TLR), la piscina, il centro anziani di Quinto de Stampi e le farmacie. Situazione che, tra l’altro, ha portato due banche a intimare il Comune al pagamento delle garanzie per il mutuo acceso dalla stessa Api per il progetto del TLR del 2010.

Ma non è tutto.

Dopo oltre 11 anni si rispolvera il progetto fallimentare del TLR per far fare business: questa volta a un operatore privato che, secondo la manifestazione di interesse, investirà circa 35,5 milioni per riqualificare il TLR e altri circa 10 milioni per riqualificazioni energetiche su 29 edifici comunali (al lordo di eventuali benefici fiscali minimi del 65%), mentre il Comune dovrà pagare un canone di circa  2,1 milioni per i prossimi 48 anni per un totale di quasi 100 milioni, pensiamo con un abbondante margine per l’operatore privato. Coinvolta nel piano anche Aler che, invece di mettere mano al suo portafoglio e intervenire sulle sue proprietà, si troverà una rete riqualificata, che però pagheranno tutti i cittadini di Rozzano”.

Il consigliere Lepori

Il consigliere M5S Rozzano Vincenzo Lepori dichiara: “I vantaggi di questo piano per il Comune sono tutti non quantizzabili e si spera nella buona riuscita del progetto. Purtroppo ci sembra di essere davanti una scommessa che ricorda i famosi giochi del “rischiatutto” o del “lascia o raddoppia”, dato che il vecchio fallimentare progetto prevedeva un costo di 45 milioni per 25 anni mentre ora 100 milioni per 48 anni. A nostro avviso, quello che non viene detto è che il piano, così come congegnato, è  obsoleto e, se non alimentato da fonti prettamente rinnovabili, risulterà estremamente controproducente a livello ambientale ed economico oltre che in totale contraddizione con la transizione energetica che dovrà caratterizzare i prossimi 50 anni. Inoltre, si prospettano anche recuperi di cascami energetici dai due depuratori in zona Rozzano quindi, presumibilmente, si andranno a “valorizzare” i fanghi con un recupero di metano e il loro incenerimento, a pochi passi dalle abitazioni di Rozzano.

Insomma, siamo stanchi di continuare a vedere il patrimonio pubblico passare in mani private, creando dei monopoli privati, così come già visto a livello nazionale, ad esempio con autostrade. Quando si privatizzano i servizi pubblici, sorgono sempre criticità legate da un lato alla mancanza di garanzie contro un possibile aumento delle tariffe a spese dei rozzanesi, mentre dall’altro all’affidabilità economica della società, che, come abbiamo già visto, possono fallire determinando interruzione del servizio e gravi disagi. Stiamo per ipotecare il nostro futuro per i prossimi 50 anni con un percorso che riteniamo troppo frettoloso e, mentre l’Italia nel 2050 avrà effettuato la transizione energetica verso le rinnovabili, nel 2070 Rozzano sarà ancora attaccata al tubo del gas”.

L'interrogazione in Regione

La questione è finita in Regione grazie all’intervento del consigliere Nicola Di Marco che ha depositato un’interrogazione alla Giunta per avere informazioni sulla gestione della rete di teleriscaldamento nel Comune di Rozzano che si propone di affidare a un operatore privato. Di Marco spiega:

“In questo Comune centinaia di alloggi Aler sono serviti dalla rete di teleriscaldamento. Le recenti decisioni prese nel Consiglio Comunale di Rozzano, che prevedono un affidamento degli impianti a un operatore privato, per 48 anni, non ci lasciano tranquilli. Per questo motivo chiediamo alla Giunta di Regione Lombardia di spiegare quali siano i reali vantaggi per la cittadinanza. Non vorremmo che venissero ripetuti gli errori del passato, a discapito degli inquilini rimasti per anni senza tutele. Infatti, oltre ad avere problemi reali di freddo negli alloggi, che si riscontrano purtroppo in ogni stagione invernale, ci sono stati disagi anche per quanto riguarda le bollette del riscaldamento, lievitate a dismisura e corrette solo dopo le forti proteste di cittadini, comitati e sindacati e anche da parte del Movimento 5 Stelle, nella passata legislatura. Non c’è mai stato da parte di Regione un impegno preciso o un’assunzione di responsabilità per dipanare questa matassa che ha creato tanti disagi ai residenti delle case popolari. Non vorremmo che la decisione di consegnare la rete nelle mani di un privato per 48 anni, di fatto sine die, ne creasse di ulteriori in futuro. Inoltre, non vorremmo vedere messi a rischio anche i progetti legati alla transizione ecologica. Perché non c’è più tempo da perdere e crediamo che Comune, Regione e Aler debbano impiegare le loro energie per utilizzare da subito le possibilità date dalle normative vigenti come il superbonus 110% del Decreto Rilancio oppure le comunità energetiche introdotte nel milleproroghe. Insomma, azioni che guardano al futuro con una nuova ottica e che migliorerebbero davvero nell’immediato la qualità della vita degli inquilini Aler”.