Cronaca
l'analisi

Il paradosso della Lombardia in zona bianca: Milano adesso è il motore del contagio in Italia

Nell'ultima settimana l'incidenza dei casi settimanali in Lombardia è salita del 97,5%. La crescita negli ospedali c'è, ma decisamente più contenuta: +13% nelle terapie intensive e +14% nei reparti ordinari.

Il paradosso della Lombardia in zona bianca: Milano adesso è il motore del contagio in Italia
Cronaca Naviglio grande, 23 Dicembre 2021 ore 11:10

Il paradosso della Lombardia in zona bianca: Milano adesso è il motore del contagio in Italia.

Il paradosso della Lombardia in zona bianca: Milano adesso è il motore del contagio in Italia

MILANO - Sappiamo bene noi lombardi che i numeri, specie quando si parla di pandemia, fanno sempre spavento ad una prima occhiata. Spesso infatti ci si dimentica che 1 italiano su 6 risiede in Lombardia. Balza all'occhio però, guardando i numeri del bollettino emesso ieri, che quasi un caso su tre sia proprio nella nostra Regione. L'analisi dei colleghi di Prima Milano.

Proporzioni "sproporzionate" nei numeri del bollettino giornaliero

I casi totali comunicati dal Ministero della Salute in data 22 dicembre 2021 portano ad un nuovo balzo dei casi totali in Italia: sono 36.293. Di questi, 10.569 sono stati notificati dalla Regione Lombardia, il 29,12% del totale dei casi. A onor del vero (altrimenti quasi tutti i numeri, come troppo spesso abbiamo visto fare, si possono "plasmare" a piacimento a seconda di ciò che si vuole affermare), bisogna sottolineare che la Lombardia, sempre nella giornata di ieri, ha effettuato quasi un quarto dei tamponi totali in Italia (il 23,4% per la precisione). Anche il rapporto tra i morti totali notificati nel bollettino nazionale è leggermente "sproporzionato" rispetto al numero di abitanti lombardi: dei 146 decessi segnalati, "solo" 21 provengono dalla nostra regione, il 14,38% (uno su sette).

Per riassumere, dal bollettino nazionale di ieri 22 dicembre:

  • circa 1 caso ogni 3,5 risiede in Lombardia
  • circa 1 tampone su 4 è stato effettuato il Lombardia
  • circa un morto su 7 è stato notificato il Lombardia

Oggi è un altro giorno e si vedrà... Questa è la ragione per cui fermarsi al bollettino quotidiano è sempre sbagliato. Serve solo ad alimentare i titoloni (che cavalcano buona parte dei media da inizio pandemia) e crea solo una confusione incredibile.

Il trend settimanale è l'approccio corretto

Per capire meglio come stiano andando le cose, occorre allargare la visione ad uno spazio temporale leggermente più ampio: una settimana; e in seguito compararla con la settimana precedente. Qui si vede il "problema Lombardia" nella sua sostanza. Ci facciamo aiutare come sempre dagli ottimi grafici pubblicati quotidianamente sulla pagina Facebook "Pillole di Ottimismo".

La crescita in Lombardia è sì imponente, ma non in tutti i parametri

Nell'ultima settimana l'incidenza dei casi settimanali in Lombardia è salita del 97,5% (a fronte di un aumento medio in Italia del 46,6%). Questo, fortunatamente (e sappiamo cosa ringraziare: la vaccinazione, a cui hanno aderito in massa nella nostra regione), non si traduce in un aumento negli stessi termini sui ricoveri nei reparti ordinari e in terapia intensiva La crescita c'è, ma decisamente più contenuta: +13% l'aumento delle terapie intensive e +14% nei reparti ordinari.

La battaglia per restare in zona bianca mentre Milano è diventata focolaio d'Italia

L'occupazione nei reparti è rispettivamente al 10,7% per le terapie intensive (quindi sopra soglia del 10% per il passaggio in zona gialla) e 13,2% nei reparti ordinari (sotto la soglia del 15% per il passaggio in zona gialla).

Una situazione tenuta "forzatamente sotto controllo" grazie all'aumento di posti letto in tutta la Regione, che ha riattivato parte di quelli messi in stan by dopo le ondate dell'anno scorso.

elaborazione grafica: SkyTG24 - fonte dati: Regione Lombardia

Una battaglia, quella per restare in zona bianca, persa in partenza, se vogliamo, perchè la crescita è troppo impetuosa, specie nella provincia di Milano.

Milano, in due mesi da "isola felice" a focolaio d'Italia

È la Città Metropolitana di Milano quella che desta al momento maggiore preoccupazione, sia per il peggioramento dei numeri che per quanti abitanti vivono in questa area. Solo due mesi addietro, il 22 ottobre 2021, la provincia di Milano era tra le migliori d'Italia, con un'incidenza praticamente irrisoria, ferma a 24,3 casi ogni 100mila abitanti. Oggi invece, con i dati al 22 dicembre, l'incidenza ha toccato quota 543,5 casi ogni 100mila abitanti (la media lombarda è 439,9). Se non capite il termine incidenza, ed è più che lecito, sia chiaro, cliccate qui per un aiuto semplice.

A Milano c'è stata una crescita lineare e costante fino a due settimane fa, quando invece si è impennata, arrivando nell'ultima settimana ad un aumento del 135% rispetto alla precedente, più che raddoppiato quindi nell'arco di soli sette giorni.

Diversi i fattori, alcuni già sottolineati in passato e non direttamente relativi alla pandemia: la densità abitativa ne è l'esempio più lampante. Un altro fattore - ancora non "ufficializzato" perchè l'Italia intera, in termini di sequenziamento, ha optato per la strategia "testa sotto la sabbia" - secondo diversi analisti è da attribuire alla presenza della variante Omicron: molto più contagiosa della Delta (anche se, secondo i primi studi, parrebbe sviluppare una malattia meno grave).

elaborazione grafica: SkyTG24

Dei 10.500 nuovi casi segnalati solo nella giornata di ieri in Lombardia, sono ben 4.500 quelli provenienti dalla provincia di Milano, di cui 2.054 nel solo Capoluogo. Numeri impressionanti, a cui per ora, lo sottolineiamo nuovamente, non si traduce un aumento proporzionale dei ricoveri ospedalieri grazie all'ampio numero di vaccinati.

Gli stessi vaccinati che, però, come raccontato ieri, sono ancora in molti (oltre 3 milioni) a non aver ancora ricevuto la terza dose e ad aver completato il primo ciclo vaccinale da più di 5 mesi: difese molto basse dal contagio, per riassumere. A questi 3 milioni si aggiunge 1,2 milioni di persone non vaccinate (chi per età, altri per scelta).

Previsioni per Milano poco rosee

Le stime di Made (lo strumento di monitoraggio dell’epidemia elaborato dall’Associazione italiana di epidemiologia) sono state aggiornate ieri con previsioni critiche, come riporta il Corsera: "la Lombardia è la Regione in cui, da qui a 14 giorni, la malattia potrebbe espandersi di più; mentre Milano è la provincia che (dopo Imperia) ha la previsione di crescita dell’incidenza peggiore d’Italia, con l’ipotesi che si superi la soglia di mille casi ogni centomila abitanti".

È il quarto o quinto articolo sull'argomento che scrivo nell'arco delle ultime 36 ore. Il finale è sempre lo stesso: vacciniamoci, il più in fretta possibile, e manteniamo alta la guardia.

Andrea Demarchi