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lo spiegone damilano, anzi dacorsico (semi cit.)

Covid | Cosa è e come calcolare l’incidenza su 100mila abitanti

Le differenze tra positivi da inizio emergenza, attualmente positivi e il dato di incidenza. Spiegato facilmente.

Covid | Cosa è e come calcolare l’incidenza su 100mila abitanti
Attualità Buccinasco, 10 Marzo 2021 ore 12:11

Covid | Cosa è e come calcolare l’incidenza su 100mila abitanti.

Covid | Cosa è e come calcolare l’incidenza su 100mila abitanti

No, vi supplico! Non chiudete subito questo articolo! Vi giuro solennemente che non sarà una lettura noiosa o super tecnica. Ieri, martedì 9 marzo, ad un anno esatto da quando il Premier Conte chiudeva tutto e istituiva la zona rossa per tutta Italia (poi ribattezzato e tanto odiato lockdown), abbiamo imparato una cosa: in pochi sanno cosa sia l’incidenza su 100mila abitanti.

Nuovi positivi, attualmente positivi e incidenza su 100mila abitanti, questi sconosciuti (l’unica parte davvero seria)

I numeri bisogna saperli leggere per potersi fare un’idea di come sta evolvendo la situazione epidemiologica sui nostri territori. Non tutti, però, hanno ben chiare le differenze tra positivi nell’arco dell’emergenza, attualmente positivi e numeri classificati come “dato di incidenza”.

I primi sono le persone risultate positive da inizio emergenza. Come giorno di riferimento da cui partire nel conteggio si prende il primo caso di contagio accertato in un determinato Comune e si sommano tutti i casi risultati positivi con tampone molecolare da quella data.

Gli attualmente positivi è facilmente intuibile: sono le persone che risultano contagiate, quindi con tampone ancora positivo (il numero terrà conto dei “nuovi positivi”, “positivi dei giorni precedenti non ancora guariti”, a cui verrà sottratto i “guariti” e i (purtroppo) deceduti.

Veniamo al dato più complesso: l’incidenza. Si calcola con una proporzione e negli studi epidemiologici misura la frequenza di una patologia in base alla statistica, individuata in un preciso lasso di tempo. Sui manuali (“Epidemiologia di base”) si legge che per considerare lo sviluppo di una malattia si prendono in considerazione due fattori: prevalenza e incidenza. La prima è il numero di casi in una popolazione in uno specifico momento. L’incidenza è invece il numero di casi nuovi che si sviluppano in un dato periodo.

Per esempio: possiamo avere un’alta prevalenza e una bassa incidenza su una malattia, come il diabete, o una bassa prevalenza e un’alta incidenza, come per un raffreddore. In sostanza l’incidenza è un dato fondamentale per capire la tendenza di sviluppo di un’epidemia. Secondo il manuale, “nel calcolo dei tassi di incidenza il numeratore è il numero di nuovi eventi che si verificano in un definito periodo di tempo e il denominatore è la popolazione a rischio di sperimentare l’evento durante tale periodo”.

Se ancora non fosse chiaro: esempio di come calcolare l’incidenza settimanale su 100mila abitanti

Prendiamo un comune X, anzi, per comodità, lo chiameremo Bugliano.

I dati: Bugliano ha 9.000 abitanti, nella settimana dall’1 al 7 marzo in quel comune ci sono stati 28 nuovi casi di Covid.

Per calcolare l’incidenza settimanale su 100mila abitanti (Bugliano conta 9000 anime, ma si fa un rapporto per evincere il dato) l’operazione è molto semplice:

28 (il numero di nuovi casi in quella data settimana, ben diverso dagli attualmente positivi su cui preciseremo in seguito) DIVISO 9000 (numero di abitanti di Bugliano) X 100.000

Il risultato è, calcolatrice alla mano: 28 / 9000 X 100.000 = 311,11

Il Comune di Bugliano vedrà chiudere tutte le scuole e passerà probabilmente in zona rossa a breve. Semplice no?

Alcune precisazioni

Nella stragrande maggioranza dei casi i sindaci riportano il dato degli attualmente positivi che è ben diverso dal dato di incidenza. Innanzitutto il numero degli attualmente positivi ci dice al giorno X quante persone sono positive nel dato Comune. Ma non sappiamo quanti siano i nuovi positivi della giornata che si sommano a quelli dei giorni precedenti, quanti i guariti e quanti purtroppo sono deceduti. Abbiamo solo un’istantanea del momento. Potremmo dire, forzando un pochino, che il dato degli attualmente positivi è una polaroid, mentre l’incidenza è un vecchio rullino di una macchina fotografica che viene sviluppato in una settimana.

Incidenza su 100mila abitanti, ma che ci importa?

Vi direte: “Ma che ci importa? Tanto sempre in zona arancione scuro, tendente al rosso, stiamo”. È vero, questa nozione non ci cambierà la vita. È però altrettanto vero che un termine che sentiamo pronunciare ormai da mesi, l’incidenza, forse è bene conoscerlo. Perché? Semplice: autoregolazione tempestiva. Ne parlavamo proprio la settimana scorsa. I calcoli che portano alla definizione del colore di una regione (ma anche di una provincia o di un comune) vengono attualmente fatti su dati vecchi di 9-14 giorni. Se, come è il nostro caso nel milanese, abitiamo in una zona a forte densità abitativa, lasciare al virus di muoversi liberamente per tutti quei giorni, in attesa di un provvedimento che allo stato attuale sarà sempre tardivo, è un problema. Serio.

Il monitoraggio di Ats su incidenza su 100mila abitanti nei nostri Comuni

Proprio ieri abbiamo pubblicato sul nostro sito l’ultimo aggiornamento del monitoraggio di Ats Milano riguardo la situazione dei Comuni sul dato dell’incidenza settimanale. Premessa: lo sapete, vero, che il nuovo Dpcm stabilisce che nei Comuni con incidenza settimanale su 100mila abitanti superiore a 250 si devono chiudere tutte le scuole di ordine e grado e, nella correzione al Dpcm in arrivo, zona rossa automatica per quella regione (o provincia)? Ecco, ora lo sapete.

Dopo la pubblicazione sui social del monitoraggio, che poneva molti comuni della cintura sud Milano con “numeri da zona rossa”… Apriti cielo! Il tenore dei commenti è stato (tralasciando i vari insulti ricevuti per essere un sito inaffidabile): “ma il sindaco ha detto che ci sono 22 casi, perché voi dite che ce ne sono 317?”. Ok, l’incidenza è una bestia sconosciuta ai più, fino ad oggi, per quanto sia in realtà un concetto molto semplice.

Sento e leggo sempre più di frequente dire (a ragione): “Non ce la faccio più, voglio tornare ad una vita normale”. E chi non lo vorrebbe?! Ma se sto maledetto virus non lo blocchiamo appena “alza la cresta” in una determinata zona, non se ne uscirà mai. Se non, chiaramente, fino a quando non verrà effettuata una vaccinazione consistente alla popolazione. Ma nel frattempo… Stiamo tutti sul pezzo, vi prego.

Andrea Demarchi

Ps. Mi ha stupito molto che alcuni sindaci ci scrivessero per chiedere (a noi!) delucidazioni sui numeri di incidenza relativi ai loro Comuni. Abbiamo riportato i dati di Ats contenuti su un sito pubblico. Ma non è di certo un problema spiegare, se utile alla comprensione del cittadino (o anche del Primo Cittadino). Grave trovo invece di accusarci pubblicamente di fornire dati errati. Non amo “sparare contro”, quindi vi propongo un esempio positivo, quello del sindaco di Rosate. Che conosce il significato di incidenza e ha scritto di conseguenza.

 

clicca per leggere il post del sindaco di Rosate
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