Cronaca
la sentenza

Accoltellò 6 persone al Carrefour di Assago e ne uccise una: condannato a quasi vent'anni di carcere

Fino a quando la sentenza non sarà definitiva Tombolini rimarrà in una comunità protetta in regime di arresti domiciliari.

Accoltellò 6 persone al Carrefour di Assago e ne uccise una: condannato a quasi vent'anni di carcere
Assago Aggiornamento:

Dopo i fatti del 2022, Andrea Tombolini, un uomo di 46 anni, è stato condannato a 19 anni e 4 mesi di reclusione per omicidio, duplice tentato omicidio e lesioni. L'aggressione è avvenuta al Carrefour del centro commerciale Milanofiori di Assago, dove Tombolini ha accoltellato sei persone, uccidendone una e ferendone gravemente due.

Condannato a quasi vent'anni di carcere

ASSAGO - Il processo si è concluso con una sentenza del giudice Silvia Perrucci del Tribunale di Milano. La pena inflitta è stata solo leggermente inferiore a quella richiesta dal pubblico ministero Paolo Storari, che aveva chiesto 20 anni di reclusione senza attenuanti generiche.

Oltre alla pena carceraria, il giudice ha deciso di imporre a Tombolini anche la misura di sicurezza della libertà vigilata per 3 anni dopo aver scontato la pena.

Risarcimenti per le vittime

Inoltre, per il padre della vittima, Luis Fernando Ruggieri, il dipendente del supermercato ucciso, è stata stabilita una provvisionale di risarcimento di 30mila euro a carico di Tombolini. La determinazione dei danni complessivi sarà valutata in sede civile.

Anche per le persone coinvolte nel tentato omicidio e nelle lesioni, sono state riconosciute provvisionali di risarcimento di 15mila euro, con una valutazione dei danni totali che avverrà in sede civile. Tra queste vittime si trova anche il calciatore del Monza, Pablo Marì, che dopo l'aggressione è stato dimesso dall'ospedale pochi giorni dopo, ma ha potuto tornare a giocare solo lo scorso gennaio dopo quattro mesi di cure.

Ai domiciliari in comunità

Nel frattempo, fino a quando la sentenza non diventerà definitiva, Tombolini rimarrà in una comunità protetta in regime di arresti domiciliari.

Il pubblico ministero Storari ha dichiarato in aula che l'imputato "deve essere curato e non finire in carcere". Una perizia psichiatrica condotta durante il processo ha stabilito che, nonostante i disturbi psichici di Tombolini, al momento dell'aggressione era capace di intendere e volere. Il giudice Perrucci, tuttavia, non ha stabilito nel verdetto la presenza di vizi di mente, come richiesto dalla difesa rappresentata dall'avvocato Daniela Frigione.

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