È stato scontro aperto nel Consiglio comunale che è andatoin scena ieri sera a Milano sul “Remigration Summit” promosso dalla Lega e in programma il 18 aprile in piazza Duomo.
“Remigration Summit”, scontro in Consiglio comunale a Milano: proteste, accuse e tensioni
MILANO – La tensione è esplosa in Consiglio comunale, dove la seduta si è chiusa tra proteste, accuse incrociate e abbandoni dell’aula. A innescare la bagarre è stato un ordine del giorno depositato dalla presidente del Consiglio comunale, Elena Buscemi, critico nei confronti della manifestazione.
La Lega abbandona temporaneamente i lavori
Un’iniziativa che ha provocato la dura reazione della Lega: i consiglieri del Carroccio si sono presentati in aula con cartelli – “No al pensiero unico”, “La libertà è democrazia”, “Stop fascismo rosso” – per poi lasciare temporaneamente i lavori.
Durante la protesta, il consigliere e segretario provinciale della Lega Samuele Piscina ha parlato di “fatto grave”, accusando Buscemi di aver abbandonato il proprio ruolo di garanzia per schierarsi politicamente contro una “manifestazione democratica”.
Buscemi replica alle critiche
La replica della presidente non si è fatta attendere. Buscemi ha rivendicato il diritto di sollevare una questione politica su un evento che, a suo giudizio, veicola messaggi in contrasto con i valori costituzionali, sottolineando di non avere alcun potere di vietare o autorizzare iniziative pubbliche:
“Milano e l’Europa hanno già conosciuto alla fine degli Anni 30 le deportazioni. Conosco i miei limiti e quelli del Consiglio, infatti mi rivolgo a Prefetto e Questore nell’ordine del Giorno, ma conosco anche i valori di democrazia, la Costituzione e i diritti umani. Come li conosce bene questa Città”.
Il confronto si è ulteriormente acceso quando al centrodestra non è stata concessa una controreplica, con urla e accuse reciproche fino alla chiusura anticipata della seduta.
Il video della “caliente” serata
Il sindaco Sala: “Mio giudizio politico negativo ma non ci sono estremi per vietarlo”
Sul piano istituzionale, il sindaco Giuseppe Sala ha chiarito la posizione del Comune: “Il giudizio politico è negativo, ma non ci sono gli estremi per vietare la manifestazione”, ha spiegato, riferendo di essersi già confrontato con Prefettura e Questura.
Di Marco (M5S): “Fontana si dissoci, mozione urgente in Regione”
Intanto, il caso si allarga anche oltre Palazzo Marino. Da Nicola Di Marco, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle arriva la richiesta di una presa di posizione ufficiale della Regione Lombardia: sarà presentata una mozione per chiedere al presidente Attilio Fontana di dissociarsi dall’evento: “Da parte nostra non possiamo che manifestare, ancora una volta, l’assoluta contrarietà, il rigetto e la totale distanza rispetto alle teorie pericolosamente estremiste promosse dai divulgatori della teoria della remigrazione”.
Bagarre in aula
Non meno acceso il dibattito politico. La vicesegretaria della Lega Silvia Sardone attacca Pd e centri sociali, accusandoli di voler impedire la manifestazione e annunciando contromanifestazioni. Dal Partito democratico, invece, si critica quello che viene definito un uso “strumentale” del tema, mentre Forza Italia prende le distanze dal summit annunciando per lo stesso giorno un evento alternativo delle seconde generazioni per sabato 18 aprile, lo stesso giorno in cui si terrà il Summit.
Capelli (Pd) sull’iniziativa di Forza Italia
Per l’iniziativa annunciata da Amir Atrous, responsabile dipartimento immigrazione di Forza Italia Milano arriva tempo zero la risposta del segretario cittadino Pd Alessandro Capelli: “Leggiamo, affascinati e anche un po’ stupefatti, che Forza Italia a Milano si mobiliterà contro la ‘remigrazione’, contestando l’evento della Lega in piazza del Duomo insieme ai cosiddetti patrioti europei. – spiega Capelli – Ci permettiamo di ricordare a Forza Italia che da tempo è stampella delle destre radicali sovraniste al governo e che, invece di inseguire posizionamenti tattici o finte distinzioni, dovrebbe essere coerente. Il presidente Fontana parteciperà a quell’evento, il Governo nazionale regge anche sui voti della Lega: se davvero vogliono contrastare i deliri della destra radicale, facciano cadere Fontana e il Governo”.
Il risultato è un clima sempre più teso in vista del 18 aprile, con Milano al centro di un confronto politico che intreccia sicurezza, immigrazione e libertà di manifestazione.