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Dopo la maxi rissa in via Bolla si interroga la politica: quale soluzione?

Tante e diverse le letture politiche e le dichiarazioni all'indomani della maxi rissa di venerdì scorso nelle case popolari di via Bolla.

Dopo la maxi rissa in via Bolla si interroga la politica: quale soluzione?
Politica Naviglio grande, 13 Giugno 2022 ore 10:39

Diverse sono le reazioni politiche alla maxi rissa scatenatasi venerdì sera in via Bolla. Quello che è certo è che l'intervento per porre fine a una situazione che è diventata ingestibile ormai da anni in una zona alla periferia nordovest di Milano dove governano degrado e illegalità si è fatto ormai più che necessario.

La politica cerca una soluzione

MILANO - Una maxi rissa con spranghe, bastoni e bombe carte: almeno tre feriti, tra cui un bambino di due anni. E' successo venerdì sera in via Bolla, dove si sarebbero affrontati gruppi di residenti regolari e abusivi della case Aler. La polizia è intervenuta sul posto con dieci volanti e agenti in tenuta antisommossa, ci sono volute ore per riportare la situazione alla tranquillità.

Le reazioni: Pelucchi, "Regione, se ci sei, batti un colpo"

"Questa settimana - afferma in un post la presidente del Municipio 8, Giulia Pelucchi - in via Bolla c’è stata un’escalation di risse". "Il denominatore comune di questi avvenimenti - aggiunge - é sempre il solito: la totale indifferenza della proprietà di queste case, delle sue occupazioni abusive, la mancanza di volontà nel proporre soluzioni e la riqualificazione di questi stabili.

La storia é arcinota, abbiamo chiesto mesi fa una commissione sul tema, ci hanno risposto di attendere in attesa di avere notizie su ciò che ne sarà della riqualificazione. Purtroppo il tempo é scaduto, da un po’. Regione Lombardia, se ci sei, batti un colpo! Nel frattempo speriamo non accada l’irreparabile!!".

Galesi, Municipio 8: "Una vergogna targata Regione"

"Non gestire il proprio patrimonio, lasciando gli stabili allo sbaraglio creando situazioni insostenibili. Via Bolla, una vergogna targata Regione Lombardia". Così Fabio Galesi, assessore alla Casa del Municipio 8. "La prima volta che ci siamo occupati di via Bolla con l'ex Presidente Simone Zambelli era il 2012: scrisse all'allora assessore alla Casa di Regione Lombardia, Zambetti, che non rispose perché venne arrestato. Non rispose nemmeno l'ex Presidente di Aler, Zaffra perché venne rimosso.

Non dimentichiamo le dichiarazioni del Presidente di ALER Sala - aggiunge Galesi -, che davanti ai cittadini nel 2017 disse, prima, che avrebbe inserito gli stabili di via Bolla tra gli interventi di demolizione e ricostruzione - cosa mai fatta - poi, che avrebbe trasferito i pochi residenti regolari e l'area sarebbe stata ceduta ai privati. Non dimentichiamo poi l'emendamento del centrosinistra al Bilancio di Previsione 2018 di Regione Lombardia, che chiedeva di finanziare la demolizione di via Bolla: emendamento bocciato dalla maggioranza di centrodestra. Senza parlare delle interrogazioni di Carmela Rozza presentate al Consiglio Regionale e le decine e decine di denunce pubbliche!

Non dimentichiamo Matteo Salvini, allora Ministro degli Interni, che durante una passeggiata al Gallaratese, disse che si sarebbe occupato di via Bolla. Non dimentichiamo l'esposto alla Magistratura per chiedere un intervento, promosso da Municipio 8 e cittadini. A febbraio in via Bolla è scoppiato un incendio, causando seri problemi di agibilità del palazzo. Più volte sono stati denunciati gli allacci abusivi".

"Richiesta audizione a Regione Lombardia e Aler nei mesi scorsi"

"Con Giulia Pelucchi nei mesi scorsi - afferma ancora Galesi in un post - abbiamo richiesto un'audizione a Regione Lombardia e Aler per spiegare ai cittadini del Municipio 8 che intenzioni hanno su via Bolla. Aspettiamo una data con una risposta concreta. Nelle ultime settimane ogni sera si verifica una rissa, con bastoni, spranghe e bombe carta! Una situazione inaccettabile e vergognosa dove i dirigenti Aler e i governatori di Regione Lombardia dovrebbero chiedere scusa a tutti i cittadini, principalmente, e intervenire domani mattina con lo sgombero del palazzo e la riqualificazione dell'area, ridando dignità alle persone perbene!".

Rozza (Pd): Basta scuse, intervenire subito

“Dopo anni di nostre denunce e di scuse e giustificazioni da parte di Regione Lombardia e di scorribande elettorali di Lega e Fratelli d’Italia il tempo è finito. In via Bolla bisogna intervenire subito, la Regione ha ignorato e sottovalutato per troppo tempo e la situazione sta per sfuggire di mano. Intervenire significa sgomberare quello stabile, sigillarlo e iniziare la riqualificazione. Bisogna dare una risposta a tutte le persone perbene che abitano nelle case popolari e anche a quelle che vivono in appartamenti privati. Se non si procede in tempi brevi la situazione può diventare esplosiva.” Lo dichiara la consigliera regionale del Pd Carmela Rozza.

Il sindaco Sala: "Abusivismo al 35 per cento

Anche il sindaco di Milano Beppe Sala, con un post su Instagram scende in campo sulla vicenda di venerdì sera incentrando la sua dichiarazione sulla questione dell'abusivismo nelle case popolari di proprietà del comune (gestite da MM) e di proprietà regionale (gestite da Aler). "Molti dei problemi nascono dall'abusivismo", dice Sala: "I dati dicono come abbiamo lavorato in questi anni. Nelle case del Comune abbiamo onestamente fatto un discreto lavoro. Non è stato così invece per le case Aler. E tanto per essere chiari, nelle case Aler di via Bolla si arriva al 35 per cento di abusivismo".

Le occupazioni abusive nelle case Aler, secondo i dati pubblicati da Sala, veleggiano sempre sopra i 3.000 alloggi tranne nel 2014. Dopo una 'punta' nel 2017 e 2018, in cui arrivavano anche a quasi 3.500, nel 2021 sono scesi a poco più di 3.100. Al contempo, nelle case comunali di MM i numeri sono in calo costante: nel 2018 erano 1.024 gli appartamenti occupati, nel 2021 appena 636. Attualmente la percentuale di occupazione abusiva è dell'8,3 per cento nelle case Aler e del 2,3 per cento in quelle comunali.

"Gestore unico"

Il sindaco precisa anche che "i problemi sono anche altri" e, partendo dal fatto che circa un milanese su dieci vive in abitazioni di edilizia popolare, torna a proporre di "cambiare strutturalmente il modello di gestione", affidando tutte le case pubbliche milanesi ad un unico gestore: "Rinnoverò l'invito a Regione Lombardia per cercare una soluzione che vada in quella direzione". Un'ipotesi, quella della gestione unitaria, proposta proprio da Sala all'indomani della rielezione a sindaco, nell'autunno del 2021, accolta all'epoca con tiepide aperture dal Pirellone. Ma, per ora, non se n'è fatto nulla. "Le grandi città sono tante cose insieme", commenta Sala alla fine, citando i 400 mila visitatori per la Design Week, "ma differenze sociali così profonde non sono accettabili".

Sardone (Lega): Pd dimentica Aler non è responsabile ordine pubblico

“Fanno sorridere le dichiarazioni degli esponenti del Pd in merito alla maxi-rissa scoppiata in via Bolla venerdì sera. Puntano il dito contro Aler mostrando tutta la loro ignoranza in materia: l’azienda infatti non ha alcuna competenza di ordine pubblico, a differenza del Comune di Milano, amministrato dalla sinistra da 11 anni, che ben si guarda dall’usare le pattuglie di Polizia Locale a supporto delle altre forze dell’ordine per quanto riguarda gli sgomberi e di farle girare sul territorio, specie nei quartieri più difficili come via Bolla.

Forse si dimentica il Pd che i rom e gli abusivi che popolano quei caseggiati popolari possono fare il bello e il cattivo tempo proprio a causa del loro lassismo e della loro voglia sfrenata di integrazione che, guarda caso, rimane sempre solo ed esclusivamente sulla carta. Inoltre, si dimenticano a sinistra che Regione Lombardia ha già stanziato per la rigenerazione e la riqualificazione di quattro zone popolari di Milano: i quartieri Mazzini, Gratosoglio e via Gola e appunto gli edifici di via Bolla 26/42”. Così in una nota Silvia Sardone, Europarlamentare e consigliere comunale della Lega.

Mattinzoli, Regione: "Intervenire anche con esercito"

"Il recentissimo episodio della maxirissa di via Bolla, ma anche i disordini di Peschiera riportati con ampio risalto sui media nazionali, impongono una urgente e pragmatica riflessione sui provvedimenti da adottare per evitare il ripetersi di situazioni che generano preoccupazione e disagio tra i cittadini". Così Alessandro Mattinzoli, assessore alla Casa e Housing sociale di Regione Lombardia.

"Il rispetto della legalità è infatti la condizione indispensabile per assicurare la civile convivenza e sono convinto che, a fronte a situazioni d’emergenza, sia necessario programmare anche risposte eccezionali - afferma -. E’ infatti assolutamente prioritario garantire la tranquillità delle persone e delle famiglie nelle loro abitazioni e nella loro vita quotidiana, la sicurezza di chi lavora e di chi viaggia sui treni e dei nostri giovani che li usano, ad esempio, per recarsi a scuola o all’università. A questo punto, nel dare il massimo sostegno alle Forze dell’Ordine, peraltro oberate da infinite attività e richieste di intervento, valutiamo pure la possibilità, nei casi più estremi, di ricorrere all’ausilio dei militari dell’Esercito, come avvenuto in passato, per contribuire presidiare i punti e i luoghi a maggior rischio".

Granelli, Comune Milano: "Aler intervenga o commissariarla"

"Via Bolla quartiere case popolari di proprietà di ALER - Regione Lombardia: ieri sera il culmine di risse e danneggiamenti, che purtroppo continuano da giorni. E così 60 donne e uomini della Polizia di Stato bloccate lì, invece di esser e al servizio della città, tra l'altro in un momento importante per la ripresa di Milano, e quando il mondo ha gli occhi su Milano. E' il risultato di anni di abbandono e mancata gestione da parte di ALER e Regione Lombardia. Più volte hanno annunciato progetti, ma non sanno neanche chi abita nelle loro case, perché da tempo non ci vanno più". Così in un post l"assessore alla Sicurezza del Comune, Marco Granelli. "Quando i vicini si sono lamentati per le auto abbandonate in quel cortile, ci ha dovuto pensare il Comune di Milano e la Polizia Locale di Milano con la Polizia di Stato a portarle via. E hanno anche il coraggio di chiedere al Comune e alla Polizia di fare il censimento di chi c'è nelle loro case, dove sono pagati per gestirle. Noi siamo pronti a collaborare, in tutto quanto è possibile, ma ALER e Regione non continuino a scappare dalle proprie responsabilità. Non c'è più tempo da perdere. Altrimenti qualcuno li commissari, Milano non può più permettersi cose così", conclude.