L’ultimo caso di morte tra i senzatetto a Milano era accaduto all’alba di martedì 3 febbraio 2026. Il nuovo dramma tra chi vive in strada è stato scoperto nella notte appena trascorsa. (foto da archivio)
Freddo e marginalità: secondo clochard morto in due giorni
MILANO – Ancora una morte in strada, ancora il freddo sullo sfondo. È il secondo clochard deceduto a Milano nel giro di meno di 48 ore e il sesto dall’inizio del 2026, quando sono trascorsi appena 36 giorni dall’anno nuovo. Un dato che restituisce una media drammatica: un senza dimora morto ogni sei giorni.
Il soccorso è arrivato troppoo tardi
L’ultimo episodio risale alla scorsa notte tra mercoledì 4 e giovedì 5 febbraio, quando alcuni passanti hanno chiamato il 112 dopo aver notato un uomo immobile a terra in via dell’Aprica, nel quartiere Lancetti. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118, ma ogni tentativo di soccorso si è rivelato inutile: per l’uomo non c’era ormai più nulla da fare.
L’ipotesi è quella delle temperature gelide
Il clochard non aveva documenti con sé e al momento non è stato ancora identificato. In via dell’Aprica sono intervenuti anche i carabinieri del Radiomobile e della stazione Sempione, che hanno effettuato i primi accertamenti. Sul corpo non sono stati rilevati segni di violenza, circostanza che rafforza l’ipotesi di una morte legata alle basse temperature o, più in generale, alle condizioni fisiche compromesse da una lunga permanenza in strada.
L’emergenza freddo
Una tragedia che si inserisce in un quadro sempre più preoccupante: centinaia di persone continuano a vivere all’aperto anche durante l’inverno, spesso rifiutando le strutture di accoglienza. Molti dei senza dimora morti in queste settimane non hanno ancora un nome, simbolo di un’emergenza che resta in gran parte invisibile.