Erano alcune centinaia al momento del presidio, diventate circa 3mila quando il corteo ha iniziato a muoversi. Studenti, collettivi, sindacati, associazioni e rappresentanti politici si sono ritrovati davanti al liceo scientifico Albert Einstein di Milano per manifestare solidarietà allo studente universitario aggredito la sera del 28 settembre da un gruppo di militanti di Blocco Studentesco, organizzazione legata a CasaPound.
Manifestazione per lo studente aggredito davanti al liceo Einstein
MILANO – La manifestazione, organizzata dal Collettivo Politico Einstein insieme ai collettivi studenteschi, ha visto la partecipazione anche di delegazioni della Cgil Milano, Partito Democratico, Alleanza Verdi-Sinistra, Rifondazione Comunista e Anpi.
Tra i presenti il capogruppo del Pd in Regione Pierfrancesco Majorino, il segretario metropolitano del Pd Alessandro Capelli e il presidente di Anpi Milano Primo Minelli.

Dal presidio è poi partito un corteo diretto verso l’Università Statale, in via Festa del Perdono, con i manifestanti che hanno attraversato corso di Porta Romana e via Orti. Durante il percorso non sono mancati i cori “siamo tutti antifascisti” e “Ora e sempre resistenza”.
Minelli (Anpi): “Clima di tensione”
“Ci sono segnali in più luoghi di una ripresa, di una violenza che si pensava fosse finita”, ha detto il presidente di Anpi Milano Primo Minelli. “Il problema vero è capire le protezioni che queste figure hanno, perché agiscono anche senza vergogna e in modo un po’ vigliacco: dodici ragazzi contro uno, rischiandogli seriamente di fargli del male permanente”.
Secondo Minelli, l’episodio “ci dice che c’è un clima che non è bello, una tensione che è figlia di sentirsi protetti in qualche modo”. Alla manifestazione ha preso la parola anche Pierfrancesco Majorino: “Milano è una città antifascista e portiamo solidarietà a un ragazzo che è stato pestato in una maniera orrenda ed è doveroso essere qui”.

Presente anche Claudia Pinelli, figlia di Giuseppe Pinelli, che ha parlato di “tempi veramente preoccupanti” sottolineando come uno studente sia finito in ospedale “per aver strappato un manifesto”.
“Questa città rimarrà antifascista”
Tra i partecipanti anche Anna, componente del Collettivo Politico Einstein e amica dello studente aggredito: “Siamo qua per l’antifascismo, perché reputiamo importante, dopo un avvenimento del genere, far sentire che questa città era e rimarrà per sempre antifascista”, ha spiegato.
“È bello vedere in piazza adesso tantissimi studenti di ogni scuola, di ogni zona, ma anche tante associazioni, realtà, partiti e persone che sono qui per dimostrare che la non violenza è il mezzo politico da utilizzare e che invece la violenza, soprattutto contro uno studente e soprattutto da parte dei fascisti, non va accettata”.

Prima della partenza del corteo, alcuni manifestanti si sono avvicinati al muro del liceo dove erano affissi i manifesti di Blocco Studentesco, in parte già staccati, cercando di rimuoverli ulteriormente con le chiavi. Sui manifesti è comparsa anche la scritta “Fasci appesi”.
Il corteo si è concluso davanti all’Università Statale di Milano, in via Festa del Perdono. Durante il percorso i manifestanti hanno fatto tappa anche davanti al liceo ginnasio Giovanni Berchet, dove lo studente aggredito si era diplomato.
