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Scontro al brindisi con Fontana, Bastoni (Lega): “Il padre morto? Da verificare”

Il consigliere del Carroccio mette in dubbio le parole del ragazzo che ha contestato Fontana. La replica: "Un po' di rispetto almeno per i morti".

Scontro brindisi Fontana

Scontro al brindisi con Fontana, Bastoni (Lega): “Il padre morto? Da verificare”.

 Scontro al brindisi con Fontana, Bastoni (Lega): “Il padre morto? Da verificare”

CORSICO – Proseguono le polemiche sullo scontro avvenuto martedì sera al “brindisi” organizzato dalle forze politiche di centro destra con il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Al centro delle polemiche, gli insulti che un candidato in quota Lega ha rivolto a Matteo Avelli, 34enne di Corsico che ha cercato di avvicinare Fontana per “dirgli che non c’era nulla da brindare con 16mila vittime – ha spiegato a margine dell’incontro il giovane –.

Scontro brindisi Fontana

Gli insulti a Matteo Avelli

Non l’ho insultato, non l’ho attaccato: ho solo detto che non era il caso di venire a Corsico a stappare bottiglie di spumante quando qui, come nel resto della Lombardia, si piangono ancora i nostri morti, tra cui mio papà, scomparso a soli 62 anni dopo il ricovero per covid ad aprile. Il candidato leghista si è scagliato contro il 34enne pronunciando insulti omofobi, secondo la ricostruzione di Avelli e di alcuni dei presenti.

Il post del leghista Bastoni che mette in dubbio la scomparsa del padre

Sulla questione è intervenuto anche il consigliere regionale leghista Max Bastoni che ha pubblicato sui social il video girato dal Fatto Quotidiano che immortala gli insulti, accompagnandolo dal commento: “Un modesto show. Che poi il padre di questo personaggio sia o meno morto di covid è tutto da verificare”.

La risposta: “Dove posso inviare il certificato di morte di mio papà?”

Un commento che ha sollevato indignazione e polemiche con decine di commenti di solidarietà e l’intervento dello stesso ragazzo: “Bastoni, dove posso inviare il certificato di morte di mio papà? Insieme a tutto quello che consegue”, ha replicato Avelli.

La solidarietà di chi ha conosciuto il papà di Matteo

Commenti anche da chi ha “conosciuto il papà di Matteo, una persona stimata a Cesano, dove viveva. Un grande uomo, allenatore di calcio e stimato professionista che non merita questo trattamento. Il rispetto, almeno per chi non c’è più, dovrebbe essere la base della civiltà”.

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