Sciopero lavoratori Ikea: “Il cambio delle etichette? Una disposizione dell’azienda” FOTO

“Decisioni approssimative, che ancora devono essere spiegate” tuonano dai sindacati.

Sciopero lavoratori Ikea: “Il cambio delle etichette? Una disposizione dell’azienda” FOTO
Cronaca 29 Marzo 2019 ore 17:05

Sciopero lavoratori Ikea: “Il cambio delle etichette? Una disposizione dell’azienda”.

Sciopero lavoratori Ikea: “Il cambio delle etichette? Una disposizione dell’azienda”

CORSICO – “Quello che vogliamo è chiarezza. Se qualcuno si è macchiato di qualche reato, e sarà la magistratura a dirlo, saremo i primi a condannare il gesto. Ma fino ad allora vorremmo che si mettessero in luce tutti gli aspetti di questa vicenda ancora fumosa”.

Lo sciopero lavoratori Ikea di questa mattina

Le sigle sindacali questa mattina hanno aderito allo sciopero indetto per oggi e domani dei lavoratori Ikea, per protestare contro “decisioni approssimative, che ancora devono essere spiegate”. Si riferiscono al “caso etichette” dell’Ikea di Corsico dove, secondo le accuse dell’azienda, una trentina di lavoratori, ognuno con responsabilità diverse, hanno sostituito le etichette dei prezzi alla merce, riuscendo così a portarsi a casa oggetti più costosi a cifre ribassate. Per i sindacati si tratta di “una disposizione che arriva direttamente dall’azienda”.

Etichette cambiate

Come avevamo anticipato qualche giorno fa, infatti, i sindacati difendono l’operato dei lavoratori a cui era stata la stessa azienda, secondo la loro versione, a impartire l’ordine di applicare etichette appartenenti ad altri oggetti alla merce venduta all’angolo delle occasioni. In pratica, un divano poteva avere l’etichetta di un tappeto o di un mobiletto: l’importante era che il prezzo corrispondesse a quello di vendita.

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Le parole dei sindacati

“Una procedura per snellire il lavoro, che però ora Ikea sta contestando e attribuendo, anzi, come colpa ai dipendenti”. Undici erano stati licenziati, gli altri hanno subìto provvedimenti disciplinari come la sospensione dal lavoro o dello stipendio. “Tanti erano qui da anni, hanno contribuito a rendere grande il negozio di Corsico – commentano i sindacalisti di Filcams Cgil, al fianco dei lavoratori –. Alcuni dovevano andare presto in pensione, altri hanno anzianità anche di 20 anni qui”.

Una “anomalia” secondo i sindacati

L’anomalia registrata dai sindacalisti è proprio questa: “Perché contestare un comportamento che invece era stato disposto dall’azienda? E perché proprio ora dopo anni di attività?”. Il timore espresso è che dietro ai provvedimenti ci sia la necessità di “far fuori degli esuberi”, mormora qualcuno tra la folla, che parla preoccupato per il futuro lavorativo. “Vogliamo ribadire che non intendiamo difendere chi si è reso colpevole di qualche reato – ripetono i sindacati –, ma a oggi nessuno risulta indagato. Vogliamo più chiarezza e coinvolgimento nelle vicende che riguardano i lavoratori: nessuna assemblea è stata indetta per spiegare che le disposizioni di applicare etichette diverse ai prodotti non andava più bene. A tutela di tutti i lavoratori, non solo di quelli coinvolti nella vicenda, auspichiamo maggiore chiarezza”.

FG

La nota da Ikea

Prendiamo atto che i Sindacati valuteranno i singoli provvedimenti disciplinari di IKEA. Stupiscono però le dichiarazioni che leggiamo da parte dei rappresentanti della Filcams CGIL, in quanto la stessa sigla sindacale ha assistito i lavoratori contestati nelle audizioni orali ai fini delle giustificazioni e, pertanto, ben conosce la gravità dei fatti contestati e la meticolosità degli accertamenti che IKEA ha svolto per ogni singola posizione, prima di avviare le procedure disciplinari e durante le stesse.

IKEA sottolinea che le disposizioni che regolano la prezzatura dei propri prodotti sono chiarissime e non si prestano ad alcun equivoco o a pratiche poco trasparenti che, peraltro, danneggerebbero economicamente proprio la stessa IKEA. La comprensibilità delle disposizioni è confermata dal fatto che i comportamenti inaccettabili oggetto di contestazione sono avvenuti nel solo Store di Corsico e sono circoscritti a un solo reparto di vendita.

Per queste ragioni, IKEA ribadisce che i singoli provvedimenti disciplinari sono stati presi nel rispetto delle norme vigenti e del contratto collettivo di lavoro e sono stati adottati per preservare il basilare principio della legalità, insieme alla fiducia e al rispetto reciproco tra IKEA e i suoi co-worker.

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