Da Saronno a Milano, un’aria che uccide: tra le prime città per mortalità legata al Pm 2.5

Alla Lombardia il triste primato del maggior numero di città nelle peggiori posizioni della classifica stilata dall'Institute for Global Health di Barcellona.

Da Saronno a Milano, un’aria che uccide: tra le prime città per mortalità legata al Pm 2.5
Cronaca 21 Gennaio 2021 ore 10:22

Da Saronno a Milano, un’aria che uccide: tra le prime città per mortalità legata al Pm 2.5.

Da Saronno a Milano, un’aria che uccide: tra le prime città per mortalità legata al Pm 2.5

Nella top 10 di una classifica in cui sarebbe meglio posizionarsi gli ultimi posti: secondo uno studio pubblicato sul Lancet, condotto su 858 città ed aree metropolitane europee dai ricercatori dell’Institute for Global Health di Barcellona Saronno è l’ottava città europea per tasso di mortalità legato alla concentrazione di Pm 2.5. L’area di Milano al 13° posto. Lo raccontano i nostri colleghi di primasaronno.

Città lombarde nella top 10 delle città europee con l’aria peggiore

Concentrazioni medie annuali di Pm 2.5 a 27,1 microgrammi al metro cubo, quasi il triplo della soglia fissata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Aria pesante, pesantissima a Saronno, che lo studio “Premature mortality due to air pollution in European cities; an Urban Burden of Disease Assessment” posiziona all’ottavo posto per tasso di mortalità per Pm 2.5. Ottava in Europa e quarta in Italia dietro a Brescia, prima sia a livello nazionale sia europeo con una concentrazione media annuale di 27,5 microgrammi al metro cubo, Bergamo e Vicenza, rispettivamente seconda e quarta a livello europeo.

Il pm 2.5 e le conseguenze

Particelle microscopiche, di 2,5 micron ovvero 2,5 millesimi di millimetro, che però uccidono proprio perchè ,essendo così piccole, penetrano più in profondità nell’apparato respiratorio rispetto al Pm 10, riuscendo ad arrivare fino agli alveoli polmonari e da questi al sangue. Le conseguenze sono un forte aumento del rischio di sviluppare diverse forme di tumore oltre a infiammazioni, problemi respiratori, problemi cardiaci, demenza, infertilità e disturbi cognitivi.

Lo stesso studio partendo dal dato sui Pm 2.5 stima anche il costo in vite umane di una così alta concentrazione media di queste particelle. Per Saronno, vista la sua popolazione, si stimano 46 vite ogni anno che si potrebbero risparmiare se solo si arrivasse a una concentrazione media annuale di 10 microgrammi al metro cubo. Sessantuno vite se invece di scendere a quella le polveri sottili arrivassero a quelle della città con l’aria più pulita, Reykjavík (Islanda), pari a 3,3 microgrammi per metro cubo.

La situazione in Lombardia

Come visto, Saronno non è sola in testa alla classifica. Delle 79 città italiane esaminate lungo tutto lo Stivale, 11 si piazzano nelle prime 20 posizioni europee su 858 città ed aree metropolitane considerate. Guardando alla sola Lombardia, oltre a BresciaBergamo e Saronno in posizione poco invidiabile ci sono la Città Metropolitana di Milano al 13esimo posto, Como al 17esimo, Cremona al 18esimo, Busto Arsizio al 19esimo e Pavia al 21esimo. Più indietro Gallarate (29), Varese (32), Lecco (41). Solo cinque città (Altamura, Campobasso, Sassari, L’Aquila e Potenza) sono nella seconda metà della classifica. La città italiana “messa meglio” è Potenza, al 675esimo posto.

Le prime posizioni delle classifiche italiane ed europee:

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Anche il biossido di azoto molto alto

Le analisi però non riguardano solo il Pm 2,5 ma anche il biossido di azoto (NO2), e su questo a Saronno va meglio e passa al 98esimo posto: a fronte di una concentrazione media annuale massima individuata dall’Oms in 40 microgrammi per metro cubo, a Saronno ne sono stati rilevati 33. Brescia resta invece fra le città peggiori, al 19esimo, dietro però alla Città Metropolitana di Milano (5) e a Torino (3).

Aria in miglioramento secondo la Regione

Pochi giorni fa dai dati 2020 presentati dall’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, pare siano in continuo miglioramento su base pluriennale i parametri. E anche nel 2020 è stato rispettato il valore del limite medio annuo di 40 µg/m³ di Pm10. Di certo di strada da fare ce n’è ancora tanta…

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