Cronaca
LE INDAGINI dei carabinieri di Corsico

Omicidio di Cesano, il killer non si pente. Chi è l'assassino di Luigi Danesi

“Ho solo difeso la madre di mio figlio” ha continuato a ripetere Mongi davanti ai carabinieri.

Omicidio di Cesano, il killer non si pente. Chi è l'assassino di Luigi Danesi
Cronaca Cesano Boscone, 21 Settembre 2021 ore 10:14

Omicidio di Cesano, il killer non si pente. Chi è l'assassino di Luigi Danesi.

Omicidio di Cesano, il killer non si pente. Chi è l'assassino di Luigi Danesi

CESANO BOSCONE – Ha vagato per sette ore. Ha detto di aver pensato, dopo aver nascosto l’arma del delitto, un coltello, sotto la terra del Parco Natura, poco distante da dove ha ucciso Luigi Danesi, 36enne di Milano.

L'assassino di Luigi Danesi

Abdellaoui Mongi, 65 anni, un passato criminale con condanne per droga, furti e rapine, è nato in Tunisia ed è in Italia dal 1978. Nel corso della sua vita ha già scontato 26 anni di carcere e altri dovrà farne se verrà confermata l’accusa di omicidio volontario. All’origine dell’omicidio, una lite scaturita tra Mongi e Danesi.

La testimone conferma la versione della lite tra Mongi e Danesi

“Ho solo difeso la madre di mio figlio, la stava aggredendo”, ha raccontato Mongi davanti ai carabinieri della Compagnia di Corsico, guidati dal tenente colonnello Domenico La Padula e dal tenente Armando Laviola. Una versione compatibile con quella fornita dalla donna, 39enne di Cesano che vive in via Tigli insieme alla madre. Proprio davanti a casa sua è avvenuto l’omicidio, nel giardino condominiale dei palazzoni popolari.

L'intricata vicenda sentimentale che intreccia i tre protagonisti

Una storia sentimentale che intreccia i tre protagonisti della vicenda. La 39enne ha avuto una relazione con il tunisino, da cui è nato un figlio di 13 anni. Poi, nel 2018, si è sposata con Danesi, quando lui era in carcere a scontare condanne per droga e stupefacenti (anche lei ha precedenti per droga). Danesi esce dal carcere un anno e mezzo fa e inizia la loro storia d’amore fuori dalle sbarre, testimoniata dalle foto sui social.

Un paio di mesi fa la decisione di lei che cambia tutto: lascia l’uomo, ma lui non si rassegna e le chiede con insistenza di tornare insieme. Nessuna denuncia per stalking o segnalazioni di atteggiamenti fastidiosi. La donna ritorna poi a frequentare il tunisino che spesso la va a trovare a casa della mamma di lei, anche per stare con il figlio.

La discussione di domenica tra Danesi e la moglie

Domenica pomeriggio Danesi ha chiesto un incontro alla moglie, le ha domandato di pagare il taxi (spesso le chiedeva soldi per la droga) ed è iniziata la discussione. Il 56enne è arrivato poco dopo, ha sentito la lite e si è scagliato contro il 36enne. Poi è corso a prendere un coltellaccio che teneva nascosto tra terra e cespugli lì vicino, “è il mio coltello – ha raccontato durante la confessione –, mi serve per difendermi”.

L'intervento di Mongi e l'aggressione

Difendersi da presunte aggressioni durante la sua attività di spacciatore del quartiere. Poi è tornato armato e ha sferrato un fendente solo, dritto alla gola. Quando si è presentato in caserma, ha detto che non sapeva che fosse morto, pensava di averlo solo ferito. Ma nessun pentimento, nessun rimorso.

“Ho solo difeso la madre di mio figlio”; ha continuato a ripetere. Le versioni, almeno per ora, sono solo due e combaciano: quella della donna e quella del tunisino. Nessun altro, in un quartiere così popolato e pieno di gente la domenica pomeriggio, dice di aver visto qualcosa.