Cronaca
la denuncia

Imbrattato il murale dedicato ai perseguitati antifascisti

La gigantesca opera, che si trova in via Tucidide raffigura dieci uomini e donne perseguitati dal regime fascista

Imbrattato il murale dedicato ai perseguitati antifascisti
Cronaca Naviglio grande, 15 Ottobre 2022 ore 14:48

È stato imbrattato nella notte il murale in via Tucidide, nel quartiere Ortica, dedicato ai perseguitati antifascisti.

Imbrattato il murale ai perseguitati antifascisti

MILANO - È stato imbrattato il murale in via Tucidide, nel quartiere Ortica, dedicato agli antifascisti perseguitati durante il Ventennio. Lo denuncia l'associazione OrMe – Ortica Memoria di Milano.

Lo sfregio ai volti dei protagonisti della lotta al fascismo

Una grande scritta a vernice nera compare a sfregio dei volti di donne e uomini che sono diventati il simbolo della lotta al fascismo. Tra questi anche Nedo Fiano, il padre di Emanuele Fiano, sopravvissuto ad Auschwitz. La gigantesca opera, che si trova in via Tucidide raffigura dieci uomini e donne perseguitati dal regime fascista: monsignor Giovanni Barbareschi, Beata Suor Enrichetta Alfieri, Elena Rasera, Claudia Ruggerini, Carlo Venegoni, Nedo Fiano, Luigi Pestalozza, Thelma Hauss De Finetti, Carlo Bianchi, Mino Steiner.

La denuncia dell'associazione OrMe – Ortica Memoria di Milano

L’opera è stata realizzata dal collettivo artistico Orticanoodles con il patrocinio del Comune di Milano e fa parte del progetto “Ortica Memoria”, l’iniziativa di arte partecipata dell’associazione OrMe – Ortica Memoria di Milano, che da anni promuove la realizzazione di murales sui temi della Memoria con il coinvolgimento di scuole, cittadini e associazioni.

“Apprendiamo con sgomento di questo gesto vile che offende la memoria delle donne e degli uomini che per la loro opposizione al fascismo scontarono anni di confino, di carcere o pagarono con la vita la loro lotta al regime” - dice Serafino Sorace, Presidente dell’associazione OrMe - Ortica Memoria di Milano, che ha promosso la realizzazione dell’opera.

“Purtroppo non è la prima volta che vengono prese di mira alcune nostre opere, che rappresentano con orgoglio i valori della solidarietà, della Resistenza e della Memoria. Ci preoccupa che gesti come questo vengano tollerati, se non addirittura avvallati da una certa componente politica che è troppo spesso ambigua sull’antifascismo. Continueremo a lavorare per salvaguardare la memoria storica e a stimolare la conoscenza anche nelle nuove generazioni. Non ci facciamo intimidire”.

L’opera è stata realizzata in collaborazione con ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani), ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati), ANPPIA(Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti), ANPC (Associazione Nazionale Partigiani Cristiani), Bella Ciao Milano.

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