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Cortile conteso, citato in giudizio il Comune dalla famiglia Papalia

Adriana Feletti, moglie di Rocco Papalia, rivendica il diritto di utilizzare il cortile: "Mi spetta da contratto".

Cortile citato Comune Papalia

Cortile conteso, citato in giudizio il Comune dalla famiglia Papalia. (immagine di repertorio)

Cortile conteso, citato in giudizio il Comune dalla famiglia Papalia

BUCCINASCO – Il cortile conteso torna a far discutere. Da una parte c’è Adriana Feletti, moglie di Rocco Papalia, tornato a casa nel 2017 dopo 26 anni di detenzione, finito per un paio di anni in casa lavoro in Abruzzo (un’altra forma di detenzione) e rientrato a Buccinasco a febbraio di quest’anno, sottoposto alla libertà vigilata. Dichiarato non più pericoloso socialmente dalla Cassazione, nonostante il tentativo della Procura generale che ha continuato, fino all’ultimo, a sottolineare come “il vincolo di tipo mafioso è, per sua natura, permanente”. Finito nelle carte delle inchieste per le penetrazioni della ‘ndrangheta al nord, Papalia, 70 anni a ottobre, ha scontato la pena accusato di associazione, droga, armi, sequestri e omicidio di Giuseppe De Rosa, di cui si è sempre detto innocente.

Il cortile della villetta in via Nearco

Papalia vive nella villetta di via Nearco, per metà sequestrata e confiscata, dentro la quale si sviluppa il progetto di accoglienza minori. Solo un cancello divide le due parti, perché a sinistra vive ancora con la moglie Adriana Feletti. Proprio lei ha deciso di citare in giudizio il Comune, nella persona del sindaco Rino Pruiti, per “rivendicare un mio diritto – ha sempre spiegato –. Vorrei utilizzare la parte del cortile che mi spetta, da contratto”.

Le parole del sindaco

Ma per il primo cittadino si tratta di una “provocazione. Papalia non si è mai pentito e non ha mai chiesto scusa a una città e a un territorio profondamente feriti dalla presenza della ‘ndrangheta. Penso con dolore anche ai parenti delle vittime. Invece di chiedere scusa e pentirsi, appena tornato, una volta riaperti i tribunali dopo la pandemia, ha fatto causa civile al Comune di Buccinasco e a me perché vuole l’uso del cortile dove ci sono i box confiscati dallo Stato e dati in uso al Comune. Naturalmente, lui e la sua signora, non se ne farebbero nulla di questi 4 metri quadrati di cortile cementato, non si può sostare li ne fare nessuna attività condominiale, evidentemente il loro scopo è un altro: continuare la sfida allo stato e contrastare l’azione culturale e sociale che in quel luogo stiamo svolgendo dal 2015. Vogliono cancellare quel confine che è costato tanto sangue e dolore e fatica di persone oneste”.

Prima udienza il prossimo 15 novembre

La questione finirà in tribunale: la prima udienza della causa civile è fissata per il 15 novembre 2020. “La Giunta ha subito nominato un legale – conclude Pruiti – e ci opporremo con qualsiasi mezzo lecito a questa richiesta indecente. L’agenzia per i beni confiscati del nord Italia, tramite il suo Presidente Roberto Giarola, mi ha assicurato la sua piena collaborazione, in giornata informerò la prefettura di Milano e il ministero degli Interni”.

FG

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