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Cinghiali scappati, polemiche sugli interventi di recupero e l’abbattimento

Gli animalisti contro i ritardi nelle procedure e i mezzi considerati "inadeguati, servono protocolli per queste emergenze tutelando gli esemplari".

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Cinghiali scappati, polemiche sugli interventi di recupero e l’abbattimento.

Cinghiali scappati, polemiche sugli interventi di recupero e l’abbattimento

GAGGIANO – Polemiche sulle procedure di recupero dei cinghiali avvistati ieri all’alba. In sei sono stati visti inizialmente a Gaggiano, per poi disperdersi verso Milano.

Uno dei due cinghiali arrivati in Darsena è stato abbattuto in un condominio in zona Barona

Di tre si sono perse le tracce, mentre due sono finiti nelle acque del Naviglio: uno a Gaggiano, l’altro è arrivato fino alla chiusa tra via Conchetta e via Darwin, a Milano, dove è stato sedato e recuperato dai vigili del fuoco con il personale di Ats. Un terzo è stato avvistato in un condominio di via Tobagi, zona Barona: l’animale ha fatto ingresso nel cortile e si stava dirigendo verso i box. È diventato troppo aggressivo, secondo quanto riportano i tecnici, e gli operatori intervenuti per sedarlo hanno dovuto abbatterlo.

Il terzo esemplare è stato tenuto legato per oltre cinque ore nell’acqua

Operazioni di recupero difficoltose a Gaggiano, dove il terzo esemplare è stato tenuto legato per oltre cinque ore nell’acqua, prima dell’arrivo dei veterinari di Ats, già impegnati nell’altro intervento di recupero, che sono arrivati dopo diverso tempo. Sul posto si sono precipitati anche alcuni animalisti di Task force Animalista e il personale di Enpa che hanno sollevato polemiche sui metodi di recupero delle bestie.

Le polemiche  sui metodi di recupero degli animali

“Il terzo cinghiale è stato catturato e legato in acqua con una corda e, successivamente, dopo innumerevoli tentativi di sedazione con materiale inidoneo, è stato anestetizzato – dicono da Enpa –. Lav ed Enpa Milano, per cercare di salvaguardare l’incolumità degli animali, avevano seguito sin da subito le loro vicende e hanno chiesto e ottenuto dagli agenti della polizia locale di Milano presenti sul posto di affidare il cinghiale alle associazioni. Il terzo animale è stato quindi trasferito al Rifugio Miletta di Agrate Conturbia (Novara) dove si è risvegliato dalla sedazione e sembra essere in buone condizioni”.

Mancanza di personale addestrato e di materiali idonei

Enpa e Lav sottolineano inoltre che “ancora una volta il recupero è stato problematico per mancanza di personale addestrato e di materiali idonei, finendo poi nella solita parziale mattanza, come già accaduto in passato. Ieri un cinghiale è stato ucciso a colpi di fucile nei corselli di un garage, dopo aver tentato di anestetizzarlo con attrezzature non idonee. A questo proposito non si comprende per quale motivo non sia invece intervenuto il personale formato con in dotazione lo specifico fucile caricato con dardi narcotizzanti, anche considerando che Enpa Milano aveva già fatto presente alle istituzioni che è necessario che vengano create squadre di pronto intervento idonee per neutralizzare in modo non letale questi animali. Senza mettere in pericolo uomini e animali e senza inutili e pericolose uccisioni”.

Secondo Enpa avrebbe dovuto intervenire personale formato con dotazione appropriata

Quello che serve, secondo Enpa, sono “armi narcotiche idonee da parte della polizia metropolitana, di un veterinario formato e attrezzature per imbragamento, cattura e trasporto. Si sono potuti vedere in un video, girato dai volontari della Task Force Animalista, pompieri su un canotto che cercavano di inoculare narcotico al cinghiale in acqua con una siringa ipodermica. Operazione problematica e pericolosa per tutti”.

Le associazioni richiedono urgentemente un tavolo con Prefetto e sindaco

Le associazioni richiedono con urgenza al Prefetto e al sindaco della Città metropolitana la convocazione di un tavolo fra tutte le componenti interessate, “per non continuare – aggiungono le associazioni – a mettere in atto azioni pericolose e fonte di maltrattamento per gli animali. Stilando protocolli e linee guida che consentano di affrontare le emergenze con strumenti idonei e personale appositamente formato”.

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