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Assassinò Jessica con 85 coltellate: tranviere condannato all’ergastolo

"Provo indifferenza, non lo odio, è un uomo piccolo e inutile" ha dichiarato il padre della vittima

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Assassinò Jessica con 85 coltellate: tranviere condannato all’ergastolo.

Assassinò Jessica con 85 coltellate: tranviere condannato all’ergastolo

MILANO – Si dice che quando si perde qualcuno l’unico sollievo, se mai esistesse, è vedere condannato il responsabile di chi ha spezzato una vita, e di vederlo pagare la pena più cara.

La sentenza

Alessandro Garlaschi dovrà passare la vita in carcere: ergastolo per il tranviere che ha ucciso con 85 coltellate la giovane Jessica Faoro, 19 anni. Il gup di Milano Alessandra Cecchelli ha accolto la richiesta del pm Cristiana Roveda e Garlaschi è stato condannato per omicidio e vilipendio di cadavere, per aver provato a dare fuoco al corpo dopo averlo straziato con decine di fendenti.

La reazione della famiglia della vittima

Garlaschi ha fatto scena muta in aula, il padre di Jessica, Stefano Faoro, ha detto di provare per l’assassino di sua figlia “indifferenza, non lo odio, è un uomo piccolo e inutile. Aspettavamo l’ergastolo, ma questa sentenza non ci ridarà nostra figlia”, ha ribadito anche la madre, Annamaria Natella.

La vicenda

L’omicidio era avvenuto il 7 febbraio, Garlaschi aveva colpito la ragazza mentre era sul divano letto dove dormiva, ospitata in quella casa in cambio di lavoretti domestici per la coppia (Garlaschi è sposato ma ha sempre detto a Jessica e ad alcuni vicini che era la sorella. Lei non si trovava in casa al momento dell’omicidio). Un passato burrascoso per Jessica, fatto di comunità-prigioni e famiglie che la ospitavano.

Una vita spezzata

Una brava ragazza, che si dava da fare, non aveva paura di lavorare per mantenersi, con il sogno di una vita normale lei che una vita normale non l’aveva potuta avere ma la cercava e la desiderava più di ogni cosa. Ci stava provando, come può provarci una 19enne sola, finita in comunità insieme ad altri ragazzi, bambini, con le vite interrotte perché i genitori non possono occuparsi di loro e che si trascinano, poi, per tutta l’esistenza i momenti di solitudine all’interno di posti non sempre accoglienti. L’assassino di Jessica dovrà stare in carcere tutta la vita, il giudice ha anche deciso per un risarcimento di 25mila euro per la madre e altrettanti per il padre di Jessica, 50mila per il fratello Andrea e 10mila per il Comune di Milano. Jessica non tornerà. Consola poco gli amici che hanno sempre combattuto per lei ma, ripete la famiglia, “giustizia è fatta”.

Francesca Grillo

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