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Test sierologici, l’appello dei sindaci: “Somministrarli con criteri affidabili e omogenei”

Tra i firmatari anche i primi cittadini di Buccinasco, Cesano Boscone e Trezzano sul Naviglio.

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Test sierologici, l’appello dei sindaci: “Somministrarli con criteri affidabili e omogenei”.

Test sierologici, l’appello dei sindaci: “Somministrarli con criteri affidabili e omogenei”

CESANO BOSCONE – Novanta sindaci della Città Metropolitana di Milano firmano un appello al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana per chiedere una strategia comune e una cabina regionale per la gestione dell’emergenza coronavirus, con la somministrazione di test sierologici con criteri affidabili e omogenei, in modo complementare ai tamponi.

Tra i firmatari anche i sindaci di Buccinasco, Cesano e Trezzano

Tra i firmatari anche il primo cittadino di Buccinasco Rino Pruiti, il primo cittadino di Cesano Boscone Simone Negri e il primo cittadino di Trezzano sul Naviglio Fabio Bottero.

L’appello

“È notizia di questi giorni – scrivono i sindaci – che alcuni comuni hanno cominciato a effettuare test sierologici a pagamento a favore dei propri cittadini per la ricerca di anticorpi anti-covid-19. L’eventuale presenza di anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta al virus non descrive lo stato di infezione ma racconta il possibile contatto del nostro organismo con il virus. Per queste ragioni, il ricorso a questi test può essere decisamente utile per capire quali persone possano essere immunizzate nei confronti del covid-19 e se effettuati massicciamente, per comprendere quale possa essere stata la reale incidenza dell’epidemia della popolazione. Si tratta quindi di una strategia diagnostica che è complementare ai tamponi ma non li sostituisce”.

Importante è la questione dell’affidabilità dei test

Nella lettera i sindaci rilevano anche che i test sin qui impiegati sono privi delle necessarie certificazioni delle autorità sanitarie. Ma la questione dell’affidabilità è centrale. È necessario che le procedure siano realizzate solo con dispositivi certificati, come nel caso del kit sviluppato dall’Ospedale San Matteo di Pavia. “Recentemente il Presidente Fontana ha dichiarato che a partire dal 21 aprile Regione Lombardia effettuerà fino a 20mila test sierologici al giorno, partendo da Bergamo, Brescia, Lodi e Cremona. Il rischio è che in assenza di una procedura chiara si generino numeri non confrontabili e pertanto di scarsa utilità”.

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Chiedono una strategia comune e una cabina regionale per la gestione dell’emergenza coronavirus

I sindaci si appellano quindi al Presidente Fontana affinché: venga comunicato ai comuni quanti tamponi siano stati effettuati sui propri abitanti con informazioni utili circa i contagi, in particolare rispetto al possibile contatto con altre persone positive e il personale sanitario, eventuali ricoveri, la continuità lavorativa o l’uso di mezzi pubblici; si definisca una nuova strategia complessiva di intervento a livello regionale che tenga conto delle modalità per effettuare i test sierologici e riveda le direttrici fin qui seguite per il tamponamento, considerando i due approcci complementari; che lo scenario venga sviluppato sotto la regia della Regione Lombardia avvalendosi dei presidi sanitari locali su tutto il territorio lombardo, compresa la Città Metropolitana di Milano che nell’ultima settimana ha mostrato numeri preoccupanti (e sin qui risulta esclusa dagli interventi); si guidino i comuni con una cabina di regia regionale: è assolutamente necessario impiegare criteri omogenei, a partire dalla scelta di test affidabili e comparabili tra di loro; si individui un campione della popolazione altamente significativo su cui possa essere eseguito il test, valido ai fini del monitoraggio dell’evoluzione dell’epidemia nella Regione

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