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in 35 piazze italiane

Studenti in protesta: venerdì 18 novembre "No Meloni day" nelle piazze italiane

Gli studenti scendono in piazza con lo slogan "Ora decidiamo noi", a Milano il corteo partirà da largo Cairoli alle 9,30.

Studenti in protesta: venerdì 18 novembre "No Meloni day" nelle piazze italiane
Attualità Naviglio grande, 17 Novembre 2022 ore 10:28

"Ora decidiamo noi" è lo slogan che domani, venerdì 18 novembre, gli studenti urleranno nelle piazze di tutto il paese chiedendo una scuola più giusta per tutti. Lo riportano i nostri colleghi di Prima Milano.

"No Meloni day": domani venerdì 18 novembre

MILANO - Quella che per gli organizzatori è stata pensata come una grande mobilitazione nazionale contro le politiche del governo Meloni ha l'obiettivo di superare i 150mila studenti scesi a manifestare lo scorso anno.

Cortei in tutte le città

A Milano si manifesterà, così come a Roma, Napoli, Torino, Genova, Firenze, Bologna e così via "da nord a sud per il 'No Meloni Day' - dice Alice Beccari, responsabile comunicazione dell'Unione degli Studenti - anche se noi non scendiamo in piazza esclusivamente contro il governo Meloni, ma come gli anni passati manifestiamo contro le riforme della scuola pubblica che vanno verso la privatizzazione e l'industrializzazione della scuola stessa. Le nostre rivendicazioni si basano su 5 pilastri: diritto allo studio, stop all’alternanza scuola lavoro, benessere psicologico, più rappresentanza e più diritti per gli studenti e le studentesse".

In piazza "contro le riforme della scuola pubblica"

Gli organizzatori della protesta (Uds, Link coordinamento Universitario, Rete della Conoscenza, Action Aid, Fiom, Flc, Legambiente, Libera contro le mafie e Non Una Di Meno) hanno lanciato l'iniziativa con un chiaro riferimento a quanto accaduto all'Università romana La Sapienza quando, durante una protesta dello scorso 25 ottobre  organizzata dai collettivi, le contestazioni sono rapidamente degenerate in scontri con la polizia: "Abbiamo chiesto a questo nuovo Governo di abbandonare la retorica della meritocrazia e di provare a ragionare di un chiaro e netto investimento sul futuro dell'istruzione di questo Paese. A oggi, invece, tutto ciò che abbiamo ricevuto è stato silenzio e manganellate. Nessuno parla di scuola e università nella legge di bilancio ormai alle porte. Questo governo ha un solo merito: quello di non averne nessuno".

 

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