esito istruttoria preliminare

Sede Leoncavallo, l’associazione “Mamme antifasciste” esclusa dall’assegnazione dell’area nella zona di Porto di Mare

L'area di via San Dionigi individuata dal Comune l'anno scorso come possibile nuova sede del Centro Sociale Leoncavallo sarà destinata agli altri concorrenti

Sede Leoncavallo, l’associazione “Mamme antifasciste” esclusa dall’assegnazione dell’area nella zona di Porto di Mare

La motivazione dell’esclusione fornita dall’Amministrazione comunale risulta essere la mancanza di chiarimenti da loro richiesti: adesso restano in corsa altri tre partecipanti.

Sede Leoncavallo, l’Associazione “Mamme antifasciste” esclusa dall’assegnazione dell’area nella zona di Porto di Mare

MILANO – L’area di via San Dionigi, nella zona di Porto di Mare, individuata dal Comune l’anno scorso come possibile nuova sede del Centro Sociale Leoncavallo sarà destinata agli altri concorrenti che hanno partecipato alla manifestazione di interesse dell’Amministrazione per la cessione dei diritti di superficie.

Non forniti i chiarimenti richiesti: restano in corsa altri tre partecipanti

Lo ha stabilito la Direzione Welfare e Salute di Palazzo Marino all’esito dell’istruttoria preliminare di valutazione non avendo l’associazione Mamme antifasciste del Leoncavallo fornito i chiarimenti richiesti “in soccorso istruttorio” per la valutazione delle partecipazione alle fasi successive del processo di assegnazione, che vede ora in selezione gli altri soggetti tre partecipanti: Pontile di Mora; Associazione non riconosciuta La Ginestra e Legno Pallets Servizi S.r.l..

La Lega esprime il suo entusiasmo per l’esclusione

“Apprendiamo con soddisfazione l’esclusione delle cosiddette ‘Mamme antifasciste del Leoncavallo’ dal bando per l’assegnazione dello stabile di via San Dionigi. Un’esclusione avvenuta unicamente a causa della documentazione carente e mai trasmessa dal Centro sociale, come chiaramente emerge dalla determina dirigenziale pubblicata ieri all’Albo Pretorio. In sostanza, si sono autoesclusi. – dichiarano Samuele Piscina, consigliere comunale e segretario provinciale della Lega e Silvia Sardone, europarlamentare, consigliera comunale e vicesegretario del partito –

Rimane però un fatto gravissimo e preoccupante: come ha potuto il Comune di Milano permettere la partecipazione a un bando pubblico di soggetti che per anni hanno occupato abusivamente immobili, violato le regole, creato problemi di ordine pubblico e disagi ai residenti? È inaccettabile che delinquenti e centri sociali abbiano anche solo potuto ambire a un’assegnazione comunale. Per fortuna l’incapacità cronica del Leoncavallo di rispettare norme e procedure li ha portati fuori gioco da soli. Ma ora è fondamentale tenere altissima la guardia: il rischio concreto è che tentino una nuova occupazione abusiva oppure che si consumino accordi opachi con i Cabassi, ipotesi che il Sindaco Sala continua inspiegabilmente a caldeggiare, sempre a discapito dei residenti del quartiere Greco.

La Lega vigilerà affinché non si ripetano forzature, favoritismi o scorciatoie ideologiche. Le regole devono valere per tutti, soprattutto per chi per anni le ha calpestate con la complicità politica di questa Giunta”, concludono Piscina e Sardone.