Domani il Municipio 6 di Milano, a pochi passi dal territorio di Cesano Boscone e Corsico, inaugura un nuovo luogo pensato per favorire l’autonomia delle persone con disabilità e offrire un concreto sostegno alle loro famiglie e ai caregiver.
Il Municipio 6 inaugura Casa Ceva: un nuovo contesto abitativo per l’autonomia
MILANO – Martedì 16 giugno, dalle 10.30 alle 12.30, il Municipio 6 inaugurerà Casa Ceva, il nuovo contesto abitativo di via Bianca Ceva 20 dedicato ai percorsi di sperimentazione dell’autonomia.
L’iniziativa rappresenta un nuovo tassello nelle politiche di inclusione e supporto alla disabilità sul territorio, con uno spazio progettato per accompagnare le persone in percorsi di crescita personale e di vita indipendente, offrendo allo stesso tempo momenti di sollievo e sostegno ai caregiver.
All’inaugurazione saranno presenti l’assessore al Welfare del Comune di Milano, Lamberto Bertolé, il presidente del Municipio 6, Santo Minniti, l’assessora municipale Francesca Gisotti e Maria Grazia Campese, presidente della cooperativa sociale Spazio Aperto Servizi, che avrà in gestione l’appartamento.
Casa Ceva si propone come un ambiente dedicato alla sperimentazione dell’autonomia in un contesto protetto e inclusivo, con l’obiettivo di promuovere percorsi di vita sempre più indipendenti e di rafforzare la rete di supporto per le persone con disabilità e le loro famiglie.
Il nuovo spazio per l’autonomia delle persone con disabilità e di sollievo per i loro caregiver
Casa Ceva nasce come risposta concreta a un bisogno sempre più centrale: costruire luoghi capaci di accompagnare le persone con disabilità in percorsi graduali di sperimentazione dell’autonomia, rafforzando al tempo stesso la rete di sostegno delle famiglie e dei caregiver, spesso chiamati a un impegno quotidiano intenso e continuativo.
Il progetto si inserisce in una visione di welfare territoriale fondata sulla prossimità, sulla collaborazione tra istituzioni, realtà sociali e comunità locale, e sulla necessità di promuovere inclusione, dignità e qualità della vita. Un presidio non solo abitativo, ma anche relazionale, pensato per guardare al futuro delle persone con disabilità attraverso strumenti, spazi e percorsi capaci di valorizzarne le possibilità e i diritti.
Il Presidente del Municipio 6 Santo Minniti: “La comunità deve farsi carico della cura”
“Le disabilità molto spesso nascondono un mondo fatto di fragilità umana e personale, ma anche d’impegno, di assistenza e di amore da parte dei caregiver. Chi si fa carico della cura svolge un lavoro silenzioso, troppo spesso solitario, che con l’avanzare dell’età diventa a volte insostenibile, evidenzia Santo Minniti, Presidente del Municipio 6 del Comune di Milano, che continua a spiegare come Casa Ceva nasca “da una convinzione: la cura non è responsabilità dei singoli, ma della comunità. E con questo progetto è la comunità a farsi carico della cura dando sollievo ai familiari e lavorando sul rafforzamento delle autonomie delle persone con disabilità. Non è solo un progetto, ma una scommessa: offrire un servizio pubblico con risorse esterne all’amministrazione comunale. Intuizione che rende questo modello facilmente replicabile”.
Il tema del “dopo di noi”
L’iniziativa rappresenta anche un segno tangibile dell’attenzione del Municipio 6 verso il tema del “dopo di noi” e, più in generale, verso la necessità di costruire servizi e opportunità che non lascino sole le persone più fragili e le loro famiglie.
Sull’iniziativa interviene anche l’Assessora al Welfare del Municipio 6 Francesca Gisotti:
“Daremo l’avvio insieme a questa sfida che nasce dalla collaborazione tra Istituzioni, caregivers e enti di terzo settore, col desiderio di avere un segno tangibile di attenzione e di sguardo verso il futuro rivolto alle persone con disabilità e i loro familiari sul territorio del Municipio 6”.
Una risposta concreta alle vulnerabilità e ai bisogni
Casa Ceva vuole essere un luogo aperto alla costruzione di percorsi, relazioni e nuove possibilità: uno spazio in cui l’autonomia diventa esperienza concreta e in cui la comunità si fa carico, insieme alle Istituzioni, della cura e dell’inclusione.
“Costruire un welfare di prossimità vuol dire prima di tutto coinvolgere il territorio nella strutturazione delle risposte più adeguate alle vulnerabilità e ai bisogni di ciascuno e, allo stesso tempo, avvicinare queste risposte ai luoghi di vita delle persone, ancorarle ai quartieri.
Casa Ceva è un esempio plastico dell’applicazione virtuosa di questo modello perché vede la collaborazione delle istituzioni – dal Comune al Municipio – e di enti, come Spazio Aperto Servizi, radicati storicamente in quella zona che da oggi potrà godere di un’offerta più ampia e specializzata per le persone con disabilità e per le loro famiglie”.