le dichiarazioni

Calabresi pronto alla sfida per Milano: “Se ci fossero le primarie parteciperei”

Il giornalista avvia un percorso di ascolto in città e chiede "coalizioni più larghe possibili" per affrontare i problemi delle grandi città

Calabresi pronto alla sfida per Milano: “Se ci fossero le primarie parteciperei”

Ospite di Rai 3, Mario Calabresi parla della possibile candidatura a sindaco e delle difficoltà che oggi rendono più complessa la vita a Milano.

Calabresi pronto alla sfida per Milano

MILANO – “Se ci fossero le primarie parteciperei, non mi tirerei indietro sicuramente, mi sto allenando per diventare sindaco”. Lo ha affermato il giornalista e scrittore Mario Calabresi, ospite di Marco Damilano su Rai 3, in merito alla candidatura a sindaco per la coalizione di centrosinistra. Calabresi ha affermato che

“per affrontare i problemi che ci sono a Milano c’è bisogno di coalizioni più larghe possibili”. Il giornalista ha spiegato di aver “iniziato un percorso di dialogo e di ascolto. Non è ancora chiaro quale sarà questo percorso, se ci saranno le primarie e in quali forme, né quando saranno le elezioni. Siccome questo mi sta a cuore e nella mia città ci sono molte cose da fare, ho pensato che in questo tempo posso contribuire, voglio ascoltare e vedere il disagio, ciò che le persone chiedono che sia cambiato”.

“Vita nelle città sempre più difficile”

“Dire che il centrosinistra governa da 15 anni è una semplificazione; il punto vero è che le città sono degli organismi che cambiano continuamente, noi oggi abbiamo delle sfide che cinque anni fa non avevamo, noi oggi abbiamo un cambiamento. Milano è diventata una città europea, è cresciuta, è una città viva, brillante, attrattiva, ma ha i problemi delle grandi capitali europee, ha i problemi soprattutto dei costi, dell’inclusione delle persone, ha il problema del costo della casa e degli affitti, che è il primo dei problemi. La vita nelle grandi città sta diventando sempre più difficile per chi ha tra 25 e 40 anni. Chi ha quell’età e arriva, studia, si forma e cresce a Milano, quando poi si trova a entrare nel mondo del lavoro, sposarsi, fare un figlio e costruire una vita lì, non ci riesce perché si trova davanti all’ostacolo dei costi e dei prezzi. Le città non possono permettersi di perdere una generazione: il motore della città è fatto di persone che arrivano, che portano creatività ed energia e quindi questo è il tema che va affrontato”.