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Abusivi occupano il Reparto silice della ex Pozzi

Della ex Pozzi, dei capannoni industriali che costeggiano il Naviglio Grande, tra la RSA e il parco, se ne parla da tanto tempo. All'inizio degli anni Novanta perché l'allora sindaco Giorgio Perversi fece predisporre uno studio.

Abusivi occupano

Abusivi occupano il Reparto silice della ex Pozzi.

Abusivi occupano il Reparto silice della ex Pozzi

Abusivi occupanoUn pezzo di compensato e una ruota di bicicletta. In alto la scritta “Reparto silice” che ricorda i gloriosi momenti in cui l’ex Pozzi era in attività. Sulla parete un disegno e una scritta: “Help”. Quasi a indicare che quel luogo vuole essere un punto di riferimento, di aiuto per chi ha bisogno di un riparo.

I capannoni abbandonati

Della ex Pozzi, dei capannoni industriali che costeggiano il Naviglio Grande, tra la RSA e il parco, se ne parla da tanto tempo. All’inizio degli anni Novanta perché l’allora sindaco Giorgio Perversi fece predisporre uno studio. Aveva una visione: trasformare l’area in un polo culturale di livello europeo. Poi tutte le Amministrazioni che si sono susseguite hanno cercato di sistemare una zona al confine tra Milano e Corsico che, con il passare del tempo, è meno archeologia industriale e sempre più degrado.

La Casa di riposo come primo passo

Non è bastata la costruzione della prima casa di riposo durante l’amministrazione di Sergio Graffeo e la realizzazione del parco ex Pozzi. E nemmeno l’ampliamento deciso con Maria Ferrucci e concluso con Filippo Errante. Perché i capannoni rimangono un problema. Perché ogni anno il Comune deve investire risorse per mettere in sicurezza l’area e la polizia locale è costretta, sistematicamente, a entrare per controllare che non venga occupato abusivamente.

Occupazioni cicliche

Ormai da tempo non si hanno occupazioni, soprattutto di nomadi. Ma ogni tanto qualche extracomunitario sceglie il luogo come alloggio di fortuna e rifugio dalle intemperie. Pur sapendo che la sua è una lotta contro il tempo, perché gli agenti della polizia locale hanno inserito la ex Pozzi tra i “luoghi sensibili” ed è quindi soggetta a controlli sistematici.

Dal Blanco al “Silice”

L’ultimo intervento è di qualche giorno fa. Un gruppo di persone, forse le stesse che avevano occupato l’ex Blanco caffé tra via Turati e via Concordia, si è spostato dall’altra parte del Naviglio, trovando un varco. D’altra parte l’ingresso al vecchio “Reparto silice” è molto comodo, con due scale che conducono all’interno del capannone industriale. E c’è solo un compensato come barriera, che oggi gli occupanti hanno trasformato nella loro porta. Una porta verso quella che ritengono una piccola speranza.

MT  

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