una storia di accoglienza

L’Istituto Calvino cancella le devastazioni grazie a Magdy: un ex minore accolto in comunità la ripara gratuitamente con la sua azienda

Magdy Shalaby, arrivato dall’Egitto a 16 anni, ha messo a disposizione operai e competenze per ripristinare a sue spese l’istituto danneggiato dai vandali. Don Massimo Mapelli racconta la sua storia: "Sta restituendo ciò che ha ricevuto"

L’Istituto Calvino cancella le devastazioni grazie a Magdy: un ex minore accolto in comunità la ripara gratuitamente con la sua azienda
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La storia di Magdy è quella di un ragazzo arrivato in Italia da solo, ancora minorenne, che ha trovato in una comunità persone capaci di accompagnarlo nella crescita e aiutarlo a costruire il proprio futuro. Oggi, diventato marito, padre e imprenditore, restituisce quella fiducia attraverso un gesto concreto, mettendo il proprio lavoro al servizio di una scuola e di tanti ragazzi.

Don Massimo Mapelli: “Questa è la storia di uno dei ragazzi che è arrivato solo e minorenne nel nostro paese dall’Egitto che è cresciuto nella nostra comunità e nella nostra cooperativa Ies e che ora sta restituendo cio che ha ricevuto”.

Magdy Shalaby ripara i danni all’Istituto Calvino

ROZZANO – C’è chi distrugge e chi, invece, si rimbocca le maniche per ricostruire. A Rozzano, mentre la scuola Calvino faceva i conti con i danni provocati dai vandali venerdì scorso, è arrivata la risposta concreta di chi quel territorio lo vive e lo sente come casa propria.

A intervenire è stato Magdy Shalaby, imprenditore egiziano che ha messo a disposizione gratuitamente la sua azienda e i suoi operai, lavorando senza sosta anche nel fine settimana per consentire il ripristino dell’istituto più che velocemente.

La sua storia raccontata da don Massimo Mapelli

Una storia che ha colpito anche le famiglie degli studenti e l’amministrazione comunale, preoccupate per le conseguenze dei vandalismi, che avevano reso la scuola inagibile e imposto un’interruzione delle lezioni.

A raccontarla è don Massimo Mapelli, direttore di Caritas Sud Milano e presidente dell’associazione “Una casa anche per te”, da anni impegnato nell’accoglienza e nel sostegno delle persone più fragili.

Dall’Egitto a Rozzano, una storia di accoglienza

Magdy era arrivato in Italia dall’Egitto nel 2010, racconta il sarcedote, quando aveva appena 16 anni. Era un minore straniero solo ed era stato accolto nella comunità gestita dall’associazione. Qui, grazie all’esempio di Licia Siria Brunello e al lavoro degli educatori, ha iniziato un percorso di crescita che è proseguito anche attraverso l’esperienza nella cooperativa Ies, dove ha lavorato per dodici anni, accompagnato dagli insegnamenti di Enzo Del Fraro.

Poi la scelta di mettersi in proprio, aprendo un’azienda specializzata in piccoli lavori di ristrutturazione e impianti. Oggi Magdy vive a Rozzano con la moglie e i figli e, quando la scuola Calvino si è trovata in difficoltà, non ha esitato a intervenire.

Il lavoro nel weekend per restituire la scuola agli studenti

Dopo i danni a bagni, arredi e vetri, l’imprenditore e i suoi dipendenti si sono messi al lavoro senza interruzioni, anche durante il fine settimana, contribuendo a ripristinare gli spazi scolastici. Un gesto concreto che ha permesso di affrontare l’emergenza e rispondere alle preoccupazioni delle famiglie.

La devastazione dei bagni

A Magdy e ai suoi collaboratori sono arrivati i ringraziamenti del sindaco e una lettera particolarmente sentita da parte dei genitori degli alunni. Per don Mapelli, però, il significato di questa vicenda va oltre il recupero materiale di una scuola danneggiata.

Dopo i lavori

“Sta restituendo ciò che ha ricevuto”

“Sta restituendo ciò che ha ricevuto”, sottolinea don Massimo Mapelli. E forse è proprio qui il senso più bello di questa vicenda: nell’aiuto che diventa riconoscenza, nell’accoglienza che continua a dare frutti anche a distanza di anni. Mentre qualcuno ha distrutto, Magdy ha scelto di ricostruire. Non soltanto muri, vetri e aule, ma anche un pezzo di quella comunità che un giorno lo ha accolto e che oggi può guardarlo con orgoglio.