violenze e degrado

Dopo l’omicidio cresce la paura al quartiere Gratosoglio: “Il degrado è fuori controllo”

Tra occupazioni e violenze gli abitanti chiedono un cambio di passo e un intervento delle istituzioni e stasera alle 21 organizzano una passeggiata per la sicurezza

Dopo l’omicidio cresce la paura al quartiere Gratosoglio: “Il degrado è fuori controllo”

Il Gratosoglio torna al centro delle cronache per una vicenda di violenza che ha scosso il quartiere e riacceso i riflettori su una situazione di degrado che, secondo chi ci vive, si trascina da anni.

Il quartiere ferito dalle violenze: “Servono investimenti, non passerelle”

MILANO – Dopo la morte del ventenne accoltellato nell’ex Casa dei padri separati, cresce la preoccupazione tra i residenti. Il parroco don Paolo Steffano denuncia una situazione fuori controllo, mentre gli abitanti chiedono un intervento delle istituzioni e organizzano una passeggiata per la sicurezza.

Morto il 20enne ferito sabato sera in via Saponaro

Il ventenne marocchino ferito nella notte tra sabato e domenica all’interno dell’ex Casa dei padri separati, in via Saponaro, è morto mercoledì mattina in ospedale, dopo giorni di agonia. Per il connazionale di 28 anni arrestato dai carabinieri, inizialmente accusato di tentato omicidio, l’ipotesi di reato si aggrava in omicidio.

L’episodio si inserisce in un contesto già segnato da tensioni, risse e aggressioni, con ripetuti interventi delle forze dell’ordine nell’edificio occupato da anni, diventato un punto critico del quartiere. Una situazione che, secondo le testimonianze dei residenti, si intreccia con il fenomeno dello spaccio e con le difficoltà sociali di un’area periferica che conta circa 10mila abitanti, senza considerare le persone che vivono in condizioni di irregolarità o precarietà abitativa.

L’allarme del parroco dopo l’omicidio: “Serve un progetto strutturale”

Come riporta Il Corriere, a dare voce alla preoccupazione di chi vive quotidianamente il quartiere è don Paolo Steffano, parroco impegnato nelle quattro parrocchie del Gratosoglio, che da anni incontra famiglie e residenti, raccogliendone difficoltà e solitudine.

“Si sta alzando l’asticella, il degrado sta impazzendo”, osserva il sacerdote, che invita a non accendere i riflettori sul quartiere soltanto quando si verificano episodi di cronaca nera: “Non si può parlare del Gratosoglio solo quando succede qualcosa. Qui serve un progetto strutturale che però ha bisogno di investimenti”.

Violenze e degrado: i residenti chiedono risposte

Una richiesta che trova riscontro nelle parole di Paola al Corriere, lei risiede qui da trent’anni e descrive un quartiere sempre più isolato dal resto della città: “Non si possono concentrare i problemi, specie in un quartiere che ha già i suoi: non ci sarebbero le case popolari altrimenti”. E aggiunge: “Il Gratosoglio è diventato un’appendice infiammata della città, ma fuori dalla città: qui non arriva il metrò, per esempio”.

Sgomberi e interventi del Comune, ma il problema resta

Negli ultimi mesi il Comune è intervenuto su alcuni attraversamenti pedonali in corrispondenza delle fermate del tram, compreso quello vicino al luogo in cui, nell’agosto 2025, era stata investita e uccisa Cecilia De Astis.

Sul fronte delle occupazioni abusive, due settimane fa la polizia locale ha liberato sei alloggi in via Saponaro 1/A, restituendoli ad Aler, l’ente che gestisce il patrimonio. Durante l’operazione sono stati trovati cinque grammi di hashish e due bombole di protossido di azoto, noto come “droga del palloncino”. Altri tre locali cantina sono stati liberati in via De André 11.

Ma, secondo don Steffano, gli interventi non bastano a risolvere il problema: “Di giorno vengono sgomberate, di notte sono di nuovo piene”. E il timore è che l’attenzione delle istituzioni si esaurisca senza un piano di lungo periodo: “Tutti parlano delle periferie, ma nessuno ci scommette. E ora con le elezioni comunali vedremo tante passerelle…”.

Aler: “Ci aspettiamo un intervento di sgombero imminente”

Sulla situazione di via Saponaro 1/A interviene il presidente di Aler Milano, Alan Rizzi, che annuncia un possibile intervento per liberare lo stabile.

“Gli assistenti sociali hanno fatto una ricognizione dei minori che vivono in via Saponaro 1/A, tutte famiglie da ricollocare”, spiega Rizzi, precisando che l’ente si aspetta “un intervento imminente”. I tempi potrebbero essere di circa un mese, forse qualcosa in più.

Una volta liberato l’edificio, l’obiettivo di Aler è avviare un intervento di riqualificazione e pubblicare un bando per progetti immobiliari destinati al libero mercato, con l’intento di recuperare uno degli spazi più problematici del quartiere.

Rizzi rivendica anche gli interventi già realizzati sul patrimonio abitativo: “Con 80 milioni arrivati dal ministero delle Infrastrutture abbiamo efficientato 12 stabili”. A questi si aggiunge il recupero di 93 appartamenti sfitti, inseriti in un bando di edilizia residenziale pubblica rivolto a nuclei familiari con un Isee compreso tra 12mila e 16mila euro.

I residenti chiedono un tavolo con le istituzioni

La richiesta di un intervento concreto arriva anche dagli abitanti, che lunedì hanno inviato una nuova Pec alla Prefettura, chiedendo un confronto con le istituzioni. Da luglio, infatti, sono stati avviati controlli straordinari nella zona, ma per i residenti è necessario un impegno più ampio: “Chiediamo venga aperto un tavolo con le istituzioni: devono assumersi le loro responsabilità”, ribadisce Lenoci.

Stasera la passeggiata degli abitanti

Nel frattempo, gli abitanti hanno deciso di mobilitarsi direttamente, organizzando una passeggiata tra le vie del quartiere con l’obiettivo di riappropriarsi degli spazi pubblici e richiamare l’attenzione sul tema della sicurezza.

L’appuntamento è fissato per stasera giovedì 24 settembre alle 21, con un percorso tra le strade del Gratosoglio per chiedere di poter tornare a vivere il quartiere in sicurezza.