E’ iniziata in Consiglio comunale a Milano la discussione sulla delibera per la modifica del regolamento della polizia locale con l’introduzione del taser per gli agenti e restano, all’interno della maggioranza, differenti posizioni.
Il taser divide ancora la maggioranza: il Pd dice sì ma chiede controlli entro un anno
MILANO – Il dibattito sui Taser per i ghisa milanesi entra nel vivo: il Pd supera i dubbi “Sì, ma condizionato. Verifica tra un anno”.
Nella seduta di ieri mattina si è concluso il dibattito generale mentre il voto è rinviato a un prossimo Consiglio durante il quale dovranno essere discussi e votati anche dieci emendamenti, sei presentati dal centrosinistra e 4 dall’opposizione di centrodestra.
Sì condizionato del Pd con emendamento di controllo
L’approvazione di alcuni di questi “emendamenti migliorativi” – come emerso durante il dibattito – risulterà decisiva per il parere di alcuni consiglieri dem sulla delibera nella sua interezza. In particolare il presidente della commissione Sicurezza, Michele Albiani (Pd) che già durante le sedute di commissione aveva sollevato più di un rilievo ha infatti dichiarato:
“Abbiamo deciso di dire sì al taser ma è un sì condizionato perché ci sono ancora delle questioni non risolte, dei dubbi ancora da dirimere. Ci sarà un emendamento che possiamo definire ‘cardine’: una scadenza di 12 mesi entro i quali il comandante Mirabelli dovrà relazionare in maniera completa al sindaco i risultati legati all’introduzione dell’arma a impulsi elettrici. Al termine del primo anno ci sarà una relazione dunque. La sperimentazione è stata riconosciuta da tutti come fallimentare, ci sarà anche un odg probabilmente collegato con altre azioni coerenti e di sostegno alla polizia locale, di formazione, impegno per la notte, impegno sul numero delle volanti, che è una richiesta bipartisan”.
La posizione di Albiani è stata confermata dal capogruppo Pd Beatrice Uguccioni, favorevole, che ha sottolineato che “è bene che si sappia che il taser è uno strumento che può andare incontro alle esigenze di molti, ma non sarà la soluzione, è bene che si sappia che questa arma non può essere utilizzata da tutti. L’utilizzo è limitato”.
Uguccioni ha ricordato il regolamento d’uso redatto da Ats, che vieta l’utilizzo contro persone fragili, affette da malattie psichiatriche, sotto l’utilizzo di sostanze stupefacenti e minorenni.
Si e No: il dibattito in Consiglio
Tra i banchi della maggioranza positivo anche il parere dei Riformisti, espresso dalla consigliera Giulia Pastorella che ha chiarito che “armi di dissuasione talvolta servono”.
Positivo anche il parere del gruppo La Civica, espresso dal capogruppo Marco Fumagalli.
Si è detto contrario all’approvazione della delibera invece il capogruppo dei Verdi Tommaso Gorini, che ha affermato che “parlando con alcuni agenti della polizia locale ha riscontrato una risposta netta e univoca sul fatto che il taser non è la cosa che serve per la sicurezza a Milano”.
“Supporteremo una parte degli emendamenti proposti, tuttavia non riteniamo sia opportuno andare avanti con questa sperimentazione e non riteniamo possibile dare il nostro parere favorevole” ha dichiarato Gorini.
Anche all’interno del gruppo Pd, alcuni consiglieri hanno espresso parere negativo: Natascia Tosoni e Monica Romano hanno sollevato delle perplessità nei confronti dello strumento del taser e dichiarato che “con il massimo rispetto” del gruppo consiliare “non” voteranno a favore pur approvando gli emendamenti presentati “per non mettere in difficoltà il gruppo”.
Non hanno anticipato quale sarà il loro voto ma hanno chiesto chiarimenti e mostrato qualche dubbio anche altri due consiglieri Dem, Elisabetta Nigris e Rosario Pantaleo. Quest’ultimo ha invitato a un “ragionamento più profondo” sul tema della sicurezza.
Tra i contrari nel centrosinistra infine il consigliere del Gruppo Misto Enrico Fedrighini.
Parere favorevole dall’opposizione
Unanime invece il parere favorevole espresso durante la discussione dai consiglieri dell’opposizione. Alessandro Verri, capogruppo della Lega ha affermato che “è assurdo dare agli agenti l’arma da fuoco, ma non uno strumento che li tutela e li mette nelle condizioni di evitare di ammazzare una persona”.