URBANISTICA MILANESE

Il Tribunale del Riesame risequestra il cantiere della torre di 10 piani di viale Papiniano

Il Tribunale ha accolto il ricorso della Procura: per i giudici i costruttori non possono invocare la buona fede. La difesa pronta a ricorrere in Cassazione

Il Tribunale del Riesame risequestra il cantiere della torre di 10 piani di viale Papiniano

Il Tribunale del Riesame ha disposto un nuovo sequestro del cantiere di viale Papiniano 48 accogliendo il ricorso della Procura: per i giudici i costruttori non possono invocare la buona fede. La difesa pronta a ricorrere in Cassazione.

Nuovo sequestro del cantiere della torre di 10 piani in via Papiniano

MILANO – Nuovo sviluppo nella vicenda del cantiere di viale Papiniano 48 a Milano, dove era in costruzione una torre residenziale di dieci piani al posto di un ex laboratorio.

Il rendering del nuovo edificio

Il Tribunale del Riesame ha accolto l’appello della Procura e disposto nuovamente il sequestro dell’area, ribaltando la precedente decisione del gip che aveva respinto la richiesta dei magistrati.

L’accusa della Procura: “lottizzazione abusiva”

Secondo la Procura, il progetto edilizio presenterebbe gli estremi della lottizzazione abusiva, oltre a ipotesi di abuso edilizio. Il gip, in un primo momento, aveva escluso responsabilità a carico del costruttore, ritenendo che avesse agito in buona fede, anche alla luce dei rapporti intrattenuti con l’amministrazione comunale e delle prassi urbanistiche adottate.

La decisione del Tribunale del Riesame

Il Riesame, invece, ha condiviso la linea dei pm Luisa Baima Bollone e Giovanna Cavalleri, sottolineando che la società costruttrice non poteva fare affidamento sulla buona fede, considerato che avrebbe dovuto essere consapevole dei dubbi sulla validità del titolo edilizio utilizzato per avviare e proseguire i lavori.

Al centro della contestazione c’è la qualificazione dell’intervento edilizio: secondo l’accusa, l’opera sarebbe stata presentata come ristrutturazione, mentre si tratterebbe in realtà di nuova costruzione, che avrebbe richiesto un permesso di costruire e un piano attuativo, non una semplice Scia (segnalazione certificata di inizio attività).

Per i giudici del Riesame, inoltre, la società coinvolta è un operatore economico esperto, e quindi non può sostenere di essersi affidata senza colpa alle procedure adottate.

Gli indagati e il ricorso in Cassazione della difesa

Nel procedimento risultano indagati il costruttore Salvatore Murè della Murè Costruzioni e il progettista Mauro Colombo. La difesa ha già annunciato ricorso in Cassazione.

Cantiere di nuovo sotto sequestro

Il nuovo provvedimento riporta quindi il cantiere sotto sequestro, riaccendendo le preoccupazioni dei residenti e del comitato “Famiglie sospese”, che da tempo segue la vicenda e teme ulteriori ritardi e incertezze sul futuro dell’edificio.