Un giovane di 24 anni si travestiva da rider per effettuare consegne di droga a domicilio, sfruttando abbigliamento ed equipaggiamento delle piattaforme di food delivery per non destare sospetti. L’uomo, arrestato a Milano dalla Polizia di Stato, è stato trovato in possesso di quasi mezzo chilo di sostanze stupefacenti, materiale per il confezionamento e denaro contante, nell’ambito di un’operazione condotta dal Commissariato Scalo Romana. (immagine di repertorio)
Finto rider per consegnare droga
MILANO – La Polizia di Stato ha arrestato un cittadino peruviano di 24 anni, con precedenti di polizia, per la detenzione ai fini di spaccio di quasi mezzo chilo di sostanze stupefacenti. L’uomo utilizzava un sistema collaudato per muoversi indisturbato: si vestiva come un rider e simulava normali consegne a domicilio, che in realtà erano destinate allo spaccio di droga.
Il controllo in via Quintosole
Giovedì 29 gennaio, intorno alle ore 20, gli agenti del Commissariato Scalo Romana, impegnati in un servizio di polizia giudiziaria, hanno effettuato un controllo nei pressi di una struttura ricettiva in via Quintosole. Alla vista dei poliziotti, il giovane ha tentato di defilarsi e ha dichiarato di essere un addetto alle pulizie, sostenendo di non poter consentire l’ingresso nell’appartamento senza l’autorizzazione del proprietario.
La scoperta nell’appartamento
I poliziotti di via Chopin, una volta entrati nei locali, hanno rinvenuto bilancini di precisione, denaro contante e frammenti di sostanza di colore bianco e marrone. Nel corso della perquisizione, il 24enne è stato trovato in possesso di circa 3 etti di marijuana, un etto di hashish, 10 bustine di cocaina rosa e 15 bustine di cocaina.
Droga, popper e denaro contante
Oltre alle sostanze stupefacenti, gli agenti hanno sequestrato alcune boccette di popper – preparati liquidi contenenti sostanze appartenenti alla famiglia dei nitriti alchilici – materiale per il confezionamento e 730 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.
Il finto lavoro da rider
Dagli accertamenti è emerso che il giovane aveva affittato l’appartamento da circa un mese e che utilizzava abbigliamento ed equipaggiamento tipici delle piattaforme digitali di food delivery per effettuare le consegne di droga a domicilio, confondendosi tra i veri rider e cercando così di eludere i controlli.