una realtà sempre più competitiva

Il miracolo in vasca del Centro Sportivo Corsico: dai campionati UISP alla conquista della FIN

Dalla crescita del vivaio all'ingresso nel circuito FIN, passando per i successi ai campionati regionali e nazionali: l'allenatore ci racconta l'evoluzione della squadra agonistica del Centro Sportivo di Corsico

Il miracolo in vasca del Centro Sportivo Corsico: dai campionati UISP alla conquista della FIN

In pochi anni la squadra agonistica di nuoto del Centro Sportivo di Corsico ha compiuto un salto di qualità, trasformandosi in una realtà sempre più competitiva. Merito del lavoro avviato dalla nuova gestione dell’impianto e del percorso tecnico intrapreso con l’allenatore Stefano Mauri, affiancato dal vice Alessandro Trevisan.

Dall’ampliamento dell’attività agonistica con l’ingresso nel circuito della Federazione Italiana Nuoto ai risultati conquistati ai campionati regionali e ai Campionati italiani UISP di Riccione, Mauri ripercorre le tappe di una crescita costruita giorno dopo giorno, dentro e fuori dalla vasca.

Il miracolo in vasca del Centro Sportivo Corsico: dai campionati UISP alla conquista della FIN

CORSICO – Il nuoto a Corsico ha una storia lunga, ma negli ultimi sei anni ha cambiato pelle. Sotto la gestione della società che conduce l’impianto, guidata dal direttore operativo Arturo De Falco e dal gestore, nonché socio di maggioranza, Antonio Rogliani, la squadra agonistica ha intrapreso una crescita impressionante.

A tracciare il bilancio è l’allenatore Stefano Mauri, alla guida del gruppo dalla stagione 2024/2025 insieme al vice allenatore Alessandro Trevisan.

L’allenatore Mauri risponde alle nostre domande

Parlaci di questa squadra: quando nasce, com’è strutturata e che età hanno i ragazzi?

La gestione attuale inizia circa sei anni fa. Io sono subentrato due stagioni fa, seguendo il gruppo nelle stagioni 24-25 e 25-26. Oggi la squadra è composta da 26 atleti. Copriamo un range d’età ampio: partiamo dagli Esordienti B (9-10 anni per le femmine, 10-11 anni per i maschi) e dagli Esordienti A (11-12 anni per le femmine e 12-13 anni per i maschi), fino ai
ragazzi più grandi.
Parliamo di un impegno quotidiano. I più grandi, dai dodici anni in su, si allenano cinque volte alla settimana per due ore al giorno. Gli Esordienti A mantengono la stessa frequenza, ma per un’ora e quarantacinque minuti. Per i più piccoli, dagli otto anni, l’avvicinamento è graduale: iniziano con tre allenamenti settimanali per poi salire, inserendo anche il lavoro in
palestra. Il nostro bacino principale è la scuola nuoto del Centro Sportivo di Corsico: quasi tutti hanno iniziato qui da piccolissimi, anche se le porte sono aperte a ragazzi di altre piscine.

Quest’anno avete intrapreso una svolta importante. Come mai avete scelto di aggiungere il circuito federale?

Non si è trattato di un abbandono, ma di un raddoppio: non abbiamo cambiato federazione, abbiamo aggiunto una nuova opportunità. Prima del mio arrivo, la squadra partecipava solo al circuito UISP. Avendo alle spalle molti anni in società del circuito FIN (Federazione Italiana Nuoto), conoscevo bene l’ambiente delle gare ufficiali, quelle in cui competono i
futuri campioni nazionali.
Quando sono arrivato, ho percepito il forte desiderio dei ragazzi di misurarsi con la FIN. Era un argomento costante e negli anni passati la società aveva perso diversi atleti, trasferitisi altrove proprio per vivere l’avventura della federazione. C’era il rischio di disperdere il talento. Insieme a De Falco e alla dirigenza ci siamo messi al lavoro. Il passo è stato possibile grazie all’intervento economico di uno sponsor che ha coperto i costi di iscrizione e gestione delle gare, che sono notevoli. Il supporto esterno è vitale, così come la ricerca di nuovi partner.
La scorsa stagione, per tempi burocratici, siamo entrati in FIN solo a marzo. La vera svolta avverrà nella stagione 2026/2027: affronteremo entrambi i circuiti fin dall’inizio. I più grandi daranno priorità agli impegni FIN, mentre i più giovani rimarranno concentrati sulla UISP, che mantiene un approccio più semplice e accessibile.

Quali sono i risultati più significativi che avete conseguito in questa stagione?

I risultati nascono dall’impegno quotidiano e il traguardo di cui vado più fiero viene prima delle medaglie. Quando sono arrivato, alcuni atleti frequentavano la piscina solo due o tre volte alla settimana, un ritmo non agonistico. Nell’ultimo trimestre, quegli stessi ragazzi hanno registrato presenze tra il 97% e il 100%. Vengono tutti i giorni, volentieri, e non è scontato. Chiediamo a degli adolescenti di faticare due ore al giorno; costruire questo clima positivo è il nostro primo vero successo.
Dal punto di vista sportivo, l’esordio in FIN è andato oltre le aspettative. Abbiamo qualificato molti degli atleti ai campionati regionali lombardi (quasi la totalità degli esordienti A), ottenendo numerosi piazzamenti nella top 10 tra le diverse specialità e un bronzo regionale.
Per una realtà al debutto in federazione, un podio in Lombardia è straordinario. Il nostro metro di paragone rimangono però i campionati italiani UISP di Riccione, che fotografano la nostra crescita. Due anni fa la squadra ottenne 34 punti e nessun podio. L’anno scorso siamo saliti a 81 punti e due podi. Quest’anno abbiamo fatto il salto di qualità: in 22 atleti abbiamo conquistato 142 punti e 8 podi, chiudendo al 29° posto su 102 società partecipanti a livello nazionale.

Quali sono gli obiettivi per il prossimo futuro della società?

Il futuro prossimo è la stagione 2026/2027. L’obiettivo è consolidare la presenza in FIN affrontando le gare fin dall’autunno. Vogliamo vedere se sapranno qualificarsi nuovamente per i regionali primaverili ed estivi, che prolungheranno la stagione fino a metà luglio. Riccione rimane un punto fermo, così come il collegiale di gennaio, un ritiro invernale fondamentale per l’aggregazione. Puntiamo poi ad aumentare gli iscritti partendo dai bambini più piccoli per ringiovanire la base. Una rosa più ampia ci permetterebbe di ambire, non subito ma nel prossimo futuro, a competizioni a squadre prestigiose: l’ambizione più grande è schierare una formazione per la Coppa Caduti di Brema, il campionato italiano a squadre.

Perché un ragazzo dovrebbe scegliere il nuoto? Lanciamo un appello per i futuri iscritti

Da piccoli, la scelta deve basarsi su divertimento, amicizia e scoperta. Un bambino deve vivere lo sport con leggerezza. Poi, crescendo, gli obiettivi cambiano e subentra la soddisfazione per il lavoro svolto. La bellezza di questo sport sta in una regola sacrosanta: la vasca non mente. Il nuoto ti ripaga esattamente di ogni sacrificio e dell’impegno che ci metti. È una lezione potente: ti fa capire che per ottenere un risultato bisogna impegnarsi sul serio. Oltre a un fisico sano, il nuoto sviluppa l’autostima. In un’era in cui gli adolescenti tendono a dubitare di se stessi, la corsia diventa una scuola di carattere. Si impara a lavorare sui punti deboli e a valorizzare i propri punti di forza, che sia una buona battuta di gambe o una fase subacquea. La vera differenza scatta quando il ragazzo capisce che non sta nuotando per i genitori o per l’allenatore, ma per se stesso. Finché c’è questa motivazione, il nuoto regala passioni che durano tutta la vita.

Fabio Fagnani