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Polemica sulle celebrazioni del 2 giugno: scontro tra FdI e il sindaco

Per i consiglieri il Tricolore è stato sostituito dalla bandeira di Anpi. Il sindaco replica: "La bandiera italiana era ovunque. Polemiche inutili"

Polemica sulle celebrazioni del 2 giugno: scontro tra FdI e il sindaco
Politica 03 Giugno 2020 ore 10:56

Polemica sulle celebrazioni del 2 giugno: scontro tra FdI e il sindaco

Polemica sulle celebrazioni del 2 giugno: scontro tra FdI e il sindaco

CESANO BOSCONE – Polemica in città per le manifestazioni che si sono tenute ieri, 2 giugno.

Il confronto

Fratelli d’Italia attacca il sindaco Simone Negri: “Per la Festa della Repubblica nessun Tricolore, ma solo la bandiera dell’Associazione Nazionale Partigiani. È così che la Giunta Pd di Cesano ha celebrato il 2 giugno all’interno del Parco Pertini, ancora chiuso ai cittadini per ordine del sindaco ma oggi momentaneamente riaperto per l’occasione. Evidentemente, “dopo un 25 aprile costretti tra le mura di casa” - come ha ricordato Negri all’inizio del suo intervento - l’Amministrazione Pd ha voluto dare sfogo a tutto il repertorio contro “la più ortodossa dottrina sovranista”, sempre per usare le parole odierne del sindaco. Quando la smetteranno di fare propaganda politica con la fascia tricolore sulle spalle?

I consiglieri Sanfelici e Raimondo

Ricordiamo alla Giunta Pd di Cesano Boscone che l’art. 12 della Costituzione è chiaro: “La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.” Al suo interno non ci sono stelle ricamate e non c’è scritto ANPI sez. Giovanni Bertolini. Hanno confuso il giorno in cui è nata la Repubblica Italiana con la data simbolo della fine della seconda guerra mondiale e della guerra civile italiana”, scrivono in una nota i consiglieri di Fratelli d’Italia Simona Sanfelici e Fabio Raimondo. E alla polemica si aggiunge un altro tema: “Per Negri i sindaci che erano alla manifestazione del centrodestra hanno partecipato a una “carnevalata sovranista” e per questo motivo “andrebbero cacciati”, usando parole che ha scritto lui stesso in un posto. È lo stesso sindaco che ieri - unico in Italia - ha celebrato il 2 giugno sostituendo la bandiera Tricolore con quella dell’ANPI. E vorrebbe darci lezioni di democrazia? Non c’è limite alla vergogna”.

La replica del sindaco Negri

Sulla questione Tricolore, il primo cittadino replica: “Chi ha partecipato alla cerimonia per il 2 giugno a Cesano ha potuto vedere il tricolore ovunque: bandiere ai monumenti e al parco, bandierine in municipio, coccarde, nei vasi addirittura. E ovviamente la fascia del sindaco. Certo, sono state celebrazioni in tono minore, per rispetto soprattutto per i morti e verso chi ha sofferto per via del virus. Ma il Tricolore c'era, negli occhi e ancor di più nelle parole. C'era nel richiamo alla responsabilità, nel rispetto ortodosso delle distanze. Da Paese Unito e Civile. C'era nei nostri valori, in quella linea che parte dal Risorgimento, quelli che l'Italia l'han fatta, e arriva alla Resistenza, quelli che l'hanno liberata. Quello della bandiera è un tema serio e non può essere vissuto con lo spirito da Guinness dei Primati un po' come si farebbe con la "pizza gigante". C'erano anche dei colleghi sindaci – ed ecco il commento contestato dai consiglieri di FdI –, gli stessi che non hanno celebrato la Festa della Repubblica nei loro comuni ma che hanno sentito il richiamo della carnevalata sovranista. Andrebbero cacciati. Il mancato rispetto di ogni prescrizione su distanziamento e mascherine è uno schiaffone arrogante ai tanti, soprattutto in Lombardia, che per colpa del virus hanno perso i loro cari: per la brigata della lenzuolata tricolore quei morti non sono mai esistiti, non è affare loro”.

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