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Una lettera delle Sardine ai sindaci di 1.500 comuni della Lombardia

Chiederanno di presentare nel proprio Consiglio Comunale un atto di indirizzo che definisca una priorità il contrasto all'odio, al razzismo e alla xenofobia.

lettera Sardine ai sindaci

Una lettera delle Sardine ai sindaci di 1.500 comuni della Lombardia.

Una lettera delle Sardine ai sindaci di 1.500 comuni della Lombardia

Dopo il flashmob di sabato 18 gennaio arriva una nuova iniziativa in Lombardia. Le Sardine scriveranno a sindaci, assessori e consiglieri comunali degli oltre 1500 comuni Lombardi perchè, se in Emilia Romagna la campagna elettorale è ormai agli sgoccioli, le sardine sembrano prepararsi alle prossime sfide elettorali (a Milano si vota tra un anno).

Chiederanno fatti concreti

Nella lettera che le sardine invieranno ai sindaci, ai consiglieri e agli amministratori chiedono di “presentare nel proprio Consiglio Comunale un atto di indirizzo che definisca il contrasto all’odio, al razzismo e alla xenofobia una priorità per la propria amministrazione, traducendola in fatti concreti e tangibili”.

Per “un’altra Italia”

“È sempre più evidente che la nostra società si trovi di fronte a una scelta” – sottolineano le Sardine Lombarde in una nota inviata alla stampa. “Il livore e l’aggressività che accompagnano e caratterizzano la vita politica del nostro Paese sono sotto gli occhi di tutti. In questi mesi, anche grazie alle Sardine, è stato possibile far emergere l’esistenza di un’altra Italia, che alla politica becera, priva di contenuti e incentrata sulla propaganda dell’odio risponde con i valori della solidarietà, dell’accoglienza, del rispetto dei diritti umani, dell’intelligenza, della non violenza, dell’antifascismo, dell’antirazzismo e della giustizia sociale.

Basta con l’odio diffuso

Chiediamo di disconoscere le parole e le manifestazioni di intolleranza nell’azione politica, che sempre più spesso legittimano e fomentano l’odio. Proprio tali azioni concorrono a determinare non soltanto una crescente frammentazione del tessuto sociale, economico e politico, ma anche il logoramento delle relazioni umane e il profondo impoverimento della nostra cultura. Avvertiamo forte la necessità di tracciare un solco netto tra chi strumentalizza le nostre paure e chi vuole, invece, che questo clima di odio diffuso giunga al capolinea.

La lettera arriverà in 1.500 comuni lombardi

È sulla base di questi presupposti che, a partire da questa sera, scriveremo ai Sindaci, agli Assessori e ai Consiglieri degli oltre 1.500 comuni di Regione Lombardia. A loro chiediamo di presentare nel proprio Consiglio Comunale un atto di indirizzo, simile a quello già depositato a Bergamo e in altri comuni, che definisca il contrasto all’odio, al razzismo e alla xenofobia una priorità per la propria amministrazione, traducendola in fatti concreti e tangibili”.

Cosa chiedono

Le Sardine invitano tutti i Consigli Comunali a:

− sostenere il percorso della commissione istituita dal Senato della Repubblica promossa dalla Senatrice Liliana Segre e predisporre adeguate iniziative di informazione sui risultati della stessa;

− coltivare la memoria dell’antifascismo e della lotta contro tutti i totalitarismi, dei crimini compiuti nelle guerre coloniali, delle leggi razziali, della persecuzione degli ebrei e dalla Shoah, collaborando con le associazioni territoriali per la tutela e la valorizzazione della memoria della Resistenza;

− creare nuove azioni di sensibilizzazione culturale e civica contro il razzismo e la xenofobia e contro le discriminazioni di ogni sorta;

− sollecitare il Parlamento perché si completi la legislazione di contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza;

− aderire alla “Rete dei comuni per la memoria, contro l’odio e il razzismo”

#incomunesenzaodio

“Oggi, in Lombardia, come tra qualche giorno in Emilia Romagna e Calabria, vogliamo tracciare questo solco chiaro e definito, espressione della società che vogliamo essere: fatta di uomini e di donne consapevoli, attori e attrici del presente e del futuro che li attende. La società che oggi ci ospita, un domani accoglierà i nostri figli. Vorremmo lasciare loro tutti gli strumenti utili per “vivere tra gli uomini”. Nella convinzione che queste parole risuonino negli amministratori locali, così come già risuonano in tanti cittadini, chiediamo loro di esprimersi a favore di questa operazione #incomunesenzaodio”.

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