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interrogazione in consiglio

Bando case popolari, pubblicità al Caf sul sito del Comune prima della delibera

Prima è stato pubblicato il bando, con l'indirizzo di un Caf di Corsico per la compilazione delle domande, ma solo quattro giorni dopo è stato firmato l'effettivo accordo in Giunta. Il Comune: "Errore in buona fede".

Bando case popolari, pubblicità al Caf sul sito del Comune prima della delibera
Politica 28 Aprile 2021 ore 16:20

Bando case popolari, pubblicità al Caf sul sito del Comune prima della delibera.

Bando case popolari, pubblicità al Caf sul sito del Comune prima della delibera

CORSICO – La discrepanza sta tutta nel tempo di quattro giorni. Quelli che passano dal 14 marzo, data di pubblicazione sul sito istituzionale del Comune dell’avviso inerente al “bando per l’assegnazione in locazione di case popolari” e la delibera firmata dalla Giunta, il 18 marzo, in cui viene siglato l’accordo “tra il Comune di Corsico e il Caf Acai per lo svolgimento delle attività di assistenza ai cittadini e inoltro delle domande per l’assegnazione delle unità abitative destinate ai servizi abitativi pubblici disponibili”, si legge sul documento.

Quattro giorni di discrepanza

Il problema è, appunto, sulla distanza di quattro giorni tra la pubblicazione online del bando, con un paragrafo dedicato al supporto alla compilazione della domanda e relativa indicazione di rivolgersi al Caf Acai di piazza Carabelli, e l’effettivo e formale atto di Giunta in cui si delibera l’accordo. Almeno in teoria, dovrebbe passare prima dal documento formale di delibera l’accordo e, solo in un secondo momento, essere pubblicizzato sui canali istituzionali. Anche perché il Caf incassa denaro (20 euro con l’accordo) per ogni pratica svolta: non si tratta quindi di volontariato e gratuità del servizio ma, al contrario, prevede un corrispettivo in denaro.

Il Comune: “Errore in buona fede"

Secondo il Comune, si tratta di “un errore in buona fede. La comunicazione in anticipo rispetto all’approvazione in Giunta, anche se le procedure degli uffici erano ormai espletate, aveva il solo scopo di favorire i cittadini. Un errore in buona fede”, ribadisce l’assessore Elena Galli con delega alle Politiche sociali e abitative. “L’approvazione della convenzione in Giunta è stata il risultato di procedure che hanno portato gli uffici a individuare un solo Caf disponibile a svolgere il servizio – aggiunge l’assessore –. Fin dalla fine di gennaio, abbiamo istituito un team temporaneo Sap (servizi abitativi pubblici) per redigere una convenzione con i Centri autorizzati di assistenza fiscale della zona.

L’obiettivo era garantire un supporto ai corsichesi nel momento in cui il Piano di zona avesse pubblicato la domanda per l’assegnazione di abitazioni in edilizia residenziale pubblica. Il funzionario incaricato ha contattato tutti i sette Caaf della zona e un sindacato inquilini. Dopo una prima adesione di tre soggetti (Caaf Nazionale del lavoro, Caaf Uil e Caf Acai) e la partecipazione di due di essi a una videocall esplicativa, alla fine ha aderito alla convenzione solo il Caf Acai, che già in passato aveva dato assistenza alla cittadinanza, previo accordi con l’ente locale.

A tutti e tre i soggetti – ripercorre l’iter Galli – era stata sottoposta la bozza di convenzione, che prevede, in linea con le precedenti, un massimo di 20 euro per il servizio di assistenza all’inserimento delle domande. Già nel 2019 il Piano di zona, che aveva invitato direttamente i Caf, ricevette una sola risposta e solo per quattro dei sei Comuni interessati. Anche perché in questo periodo i Caf sono generalmente molto impegnati per la compilazione dei 730 e per altri adempimenti fiscali”.

L'interrogazione del consigliere Mei

L'anomalia era già stata rilevata dalla pagina Facebook Nessun Dorma, che aveva prontamente pubblicato un post sui social evidenziando la mancanza (al momento della pubblicazione del post) dell'atto di giunta. La scelta di stipulare un accordo con il Caf di zona è finita anche in un’interrogazione presentata dal consigliere di opposizione Roberto Mei (Forza Italia e Corsico Popolare) che chiede “come mai nell’avviso pubblico sia stato menzionato solo il Caf Acai di piazza Carabelli e le motivazioni per cui altri operatori non hanno ritenuto di accettare. Ho ricevuto risposta scritta ai quesiti, ma credo che l’argomento sia di interesse cittadino: per questo – aggiunge Mei – vorrei discuterne in occasione del Consiglio comunale”.