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nuovi progetti

Un'idea di Kilometroverde in arrivo a Caravaggio

Un nuovo hub logistico firmato Develog, sull'esempio del polo di Trecate

Un'idea di Kilometroverde in arrivo a Caravaggio
Economia e scuola 02 Settembre 2022 ore 12:00

Un "mezzo" Kilometroverde, più piccolo e ancora più sostenibile, potrebbe essere in arrivo a Caravaggio. E a svilupparlo sarebbe con ogni probabilità Develog e che ora vorrebbe portare nella Bassa Bergamasca un sito innovativo di  finitura e stoccaggio di capi e accessori d'alta moda, un po’ sull’esempio del polo produttivo già realizzato a Trecate, in provincia di Novara, per il Gruppo Kering, che ha in portafoglio marchi del calibro di Gucci, Saint Laurent, Bottega Veneta e Balenciaga.

Il progetto del Kilometroverde

Pochissimi i dettagli che filtrano, per ora, da via Tasso. Quel che è certo è che sono stati depositati nei giorni scorsi, in Provincia, dalla società sviluppatrice Develog, i nuovi progetti relativi al nuovo polo logistico-produttivo "green" di cui si è molto discusso fino all'anno scorso in città. Sarà molto più piccolo, rispetto a quello stoppato dal Comune: è sostanzialmente dimezzato, in termini di volumetrie e di superfici costruite. Resterà tuttavia immutata "l'anima" del progetto, che si fonda sulla scommessa di realizzare un polo logistico innovativo, moderno e alternativo. Una "anti-logistica" che si differenzi decisamente dagli enormi impianti sorti in questi anni nella Bassa, e che al contrario di quelli nasca come struttura sostenibile sia dal punto di vista ecologico, che economico e sociale.

L'area scelta per il progetto è una porzione della stessa area a ridosso della ferrovia Milano-Venezia sulla quale cui avrebbe dovuto sorgere il Kilometroverde, non distante dal casello autostradale della A35 Brebemi di Caravaggio. Si conserva, del progetto originario, anche una nuova viabilità "ad hoc", studiata per tenere il traffico in entrata e in uscita fuori dalla ex SS11 Padana Superiore.

Il progetto, emerge dalle tavole, è molto simile al primo anche nelle forme architettoniche, piuttosto contemporanee, e nelle soluzioni tecnologiche adottate per ridurne l'impatto ambientale e paesaggistico. Si conserva ad esempio l'ampia dotazione di verde pubblico, a "schermare" la struttura, che aveva dato il nome al progetto. Il numero di capannoni e quindi i metri quadrati occupati saranno invece, su per giù, la metà di quelli previsti inizialmente.

Obiettivi e messa a terra

Come il Kilometroverde, nelle intenzioni dei costruttori si tratterà di un luogo di produzione, oltre che di stoccaggio e movimentazione di merci, caratteristica questa che implicherà la necessità per i futuri gestori di garantirsi manodopera di livello medio-alto, a differenza di quanto accaduto finora nelle logistiche della Bassa.

A firmare il nuovo progetto sono gli stessi professionisti del precedente: l'architetto Luigino Pirola, bergamasco, professore di Ecologia applicata al progetto del paesaggio alle Università di Milano, Torino, Genova, e di Pianificazione e gestione paesaggistica all'Università di Bergamo, ex presidente nazionale dell'Associazione Italiana Architettura del Paesaggio e fondatore di "SAP", Studio Architettura Paesaggio; e Marco Facchinetti, titolare dello prestigioso Studio The Blossonm di Milano e professore di Progettazione Urbanistica al Politecnico di Milano.

Il ruolo di Develog

Develog sta sviluppando il progetto in qualità di "land developer", ma chi sarà il costruttore e gli operatori che si insedieranno? Difficile ipotizzarlo in questo momento. Di certo c’è che Develog è uno dei primari operatori nazionali, opera in diversi settori della logistica di qualità e lavora per grandi imprese internazionali. Come dimostra la recente operazione condotta insieme ad Hines (uno dei principali gruppi immobiliari che tra le altre cose ha rivoluzionato lo skyline di Milano dove ha realizzato importanti edifici come il Bosco Verticale) per la costruzione di un data center da 200 milioni di euro a sud di Milano. Non si spiegherebbe altrimenti, del resto, anche la scelta di puntare su una realizzazione di alta qualità e di elevato standing, con corridoi verdi  e percorsi ciclopedonali. Un "biglietto da visita" architettonico che non può assomigliare a un brutto capannone come tanti.