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Come funziona la ritenuta d’acconto sulle prestazioni svolte verso i condomini

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Come funziona la ritenuta d’acconto sulle prestazioni svolte verso i condomini

Come funziona la ritenuta d’acconto sulle prestazioni svolte verso i condomini

Gli stabili che si apprestano a pagare le fatture a imprese e professionisti che vi hanno prestato opere e servizi sono tenuti ad applicare una ritenuta d’acconto del 4% o del 20% calcolata sulla somma dei corrispettivi spettanti, a seconda che i lavori siano stati effettuati rispettivamente da un’impresa o da lavoratori autonomi.

La percentuale della ritenuta

Le prestazioni rese al condominio da parte di imprese e professionisti sono soggette a ritenuta d’acconto. Il condominio, in poche parole, opera come sostituto d’imposta. Ciò significa che, quando si trova a saldare le spese relative a prestazioni e servizi, è tenuto ad applicare una ritenuta che l’Agenzia delle Entrate ha quantificato nella percentuale del 4%, calcolata sul totale dei corrispettivi, qualora le opere siano state appaltate a un’impresa. L’ammontare dell’acconto dell’imposta sul reddito è calcolato invece in un ammontare del 20% dei compensi spettanti qualora i servizi e le prestazioni siano riconducibili all’operato di lavoratori autonomi.

La norma

Il Legislatore, come spiegato nel dettaglio dalla guida sulla ritenuta d’acconto operata dal condominio redatta dal team di Danea, ha precisato quali lavori sono passibili della ritenuta del 4%. In una circolare resa nota dalle autorità fiscali sono state indicate le opere come la manutenzione degli impianti di riscaldamento e delle aree comuni dello stabile (ascensori, giardini e altri spazi condivisi), la ristrutturazione dell’edificio, il rifacimento degli impianti idrotermosanitari e degli impianti elettrici, i lavori di pulizia. La ritenuta del 20% si applica invece su prestazioni come quelle svolte dall’amministratore condominiale o sui servizi erogati dal commercialista e da altre figure professionali che svolgono attività a favore dell’intero condominio.

Agevolazioni fiscali su quali spese

Un discorso a parte, che merita di spendere alcune parole chiarificatrici, è invece quello relativo alle spese che beneficiano delle agevolazioni fiscali previste per quegli interventi che contribuiscono ad accrescere la classe energetica degli edifici. La legge prevede infatti che le imprese o i lavoratori autonomi che erogano prestazioni o servizi che andranno a beneficiare delle detrazioni fiscali siano soggetti a una ritenuta d’acconto dell’8% da parte della Posta o degli istituti di credito interessati. In questo caso, quindi, chi emette fattura rischierebbe di subire un doppio prelievo sulla medesima opera.

Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate

Anche per il caso appena introdotto, l’Agenzia dell’Entrate è intervenuta per chiarire la situazione. Alle imprese e ai lavoratori autonomi che eseguono lavori di ristrutturazione e di riqualificazione energetica che beneficiano di agevolazioni fiscali, il condominio non dovrà applicare la ritenuta (del 4 o del 20%). Saranno soltanto la banca o la Posta a operare la ritenuta dell’8% ordinariamente prevista.

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