Cultura e turismo

MARCO MENGONI Atlantico il nuovo disco VIDEO

“Dopo quello che ho sentito e che ho vissuto, io cambio e mi trasformo”

MARCO MENGONI Atlantico il nuovo disco VIDEO
Cultura e turismo 29 Novembre 2018 ore 21:16

MARCO MENGONI Atlantico il nuovo disco

MARCO MENGONI Atlantico il nuovo disco

MILANO - Partiamo dalla fine, da un abbraccio che conteneva più verità e amore di mille parole. Un abbraccio che mi ha commosso come le frasi che vedevo scorrere davanti a me e che associavo a un percorso che ho seguito sin dall’inizio. Dai palazzetti di provincia, da notti di sogni e magia a Londra, immaginando il futuro. Un futuro che si è svelato con magnificenza ma senza ostentazione. Sono (già) passati 10 anni dalle prime canzoni e Marco Mengoni, lontano anni luce dal prototipo della star, è riuscito a costruirsi una credibilità internazionale grazie alla sua voglia di vita che, associata ad un talento indiscutibile, ha generato una brillante coscienza civile, una serie di belle canzoni e alcune azzeccate collaborazioni che troviamo in Atlantico, il disco in uscita domani.

il disco

Atlantico, come ha spiegato Mengoni all’inizio della presentazione alla stampa, è il frutto di un viaggio fisico intrapreso  per eliminare il dolore che genera l’assenza di lentezza. Un percorso necessario tra ritmi, culture e coste bagnate dall’Oceano Atlantico: da Cuba al Portogallo con tutti i suoni trascinati dalla corrente, come nella colonna sonora di un film.  E al rientro ha riguardato tutte le foto sonore in studio con i suoi musicisti di sempre in una session durata due mesi. Il teatro del tutto le Officine Meccaniche di Mauro Pagani e il lavoro di Christian Rigano, uno studio che secondo me restituisce sempre un po’ della bellezza musicale passata  di lì in tutti questi anni.

I brani

E in quel luogo sono nate le canzoni del disco”nell’ora che svela la voce muta delle cose” come racconta una delle canzoni che preferisco (forse la preferita del disco, Intro di archi e malinconia inclusi) La ragione del mondo. Nonostante Marco non abbia mai amato i duetti, in questo disco c’è la prima volta anche di questa condivisione e una vera e propria congiunzione di talenti e vene scoperte  in Hola (I say), singolo in radio da domani, con Tom Walker: “e come fai a vivere se intorno al cuore hai il cuore di Berlino”, canzone che alla fine dell’album riprende anche in solitaria. E poi il cameo inaspettato di Adriano Celentano (dopo la straordinaria Meri Luis con Lucio Dalla) in La casa azul omaggio a Frida Kahlo prodotta insieme a Buona vita (primo singolo con Voglio) da El Guincho, quello di Rosalia. Uno tosto non troppo generoso con le collaborazioni.

Un percorso sempre in evoluzione

Il Portogallo e le sue influenze  stanno invece tutte in Amalia (proprio la Rodriguez regina del Fado) condivisa con Vanessa Mata e i bravissimi Selton. E un altro importante omaggio è invece quello per Muhammad Ali del quale Mengoni insieme a Tony Maiello, Davide Simonetta e Piero Romitelli ha voluto delineare tratti meno pubblici (che la paura di restare da soli si misura tra il tempo e la pubblicità). “Dopo tutto ciò che ho visto, dopo quello che ho sentito e che ho vissuto, io cambio e mi trasformo” eccolo qui svelato il segreto di un percorso sempre in evoluzione, di un viaggio cosi pieno di curiosità da scalare l’Everest. E poi una dichiarazione disarmante in Mille lire (prodotta da Takagi Ketra): “Sto crescendo lo so aggiungo tatuaggi sulla pelle. Ho lasciato casa con gli occhi di mio padre e in sogno gli altri mille…” Un disco che suggella con un Dialogo tra pazzi e il cuore rovesciato da follie sonore una tracklist preziosa e fortemente emotiva.

Incontri e concerto a sorpresa

Se in più ci aggiungi gli incontri in anteprima in cinque città italiane con alcuni fan con cui  ha condiviso  il primo ascolto dei due singoli in luoghi come l’Orto Botanico di Brera  e il Chiostro del Bramante a Roma, dove la bellezza, uno dei temi portanti del progetto, viene esaltata e la campagna a fianco di National Geographic  per sensibilizzare l’umanità a non far soffocare il pianeta dalla plastica, ne esce un profilo che di anno in anno aggiunge profondità al suo perimetro. Se siete a Milano non perdetevi i luoghi dell’Atlantico Fest con incontri ed esperienze che vanno dalle installazioni agli incontri scientifici. “Non amo i muri, i confini e le barriere” ha detto oggi Marco Mengoni prima di commuoversi davanti a un progetto che muoveva i primi passi dopo mesi di lavoro, musica e pensieri e una notte di concerto a sorpresa alla Stazione Centrale di Milano. E devo dire che in quelle lacrime ha mostrato il tratto che lo distingue: una sincera e imprescindibile umanità che, come dicevo all’inizio, è finita tutta nel nostro abbraccio.

Paola Gallo

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