Come fare lo spritz a casa?

Intramontabile cocktail che viene dal Nord-Est: nella sua formula originaria non era altro che vino allungato con acqua

Come fare lo spritz a casa?
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Come fare lo spritz a casa? Lo Sprizz (o spritz, ma a Brescia lo si chiama “pirlo”) è un aperitivo alcoolico. Assai radicato in Veneto e più in generale nel Nord-Est d’Italia (Padova, Trieste e Venezia), ha ormai raggiunto una buona diffusione a livello nazionale. Nella sua formula originaria (e più semplice) lo spritz consisteva in vino allungato con acqua, aggiunta con il preciso scopo di diminuirne il grado alcoolico.

La storia dello spritz

Pare che tale accorgimento venisse preso dai soldati austro-ungarici (il Lombardo-Veneto era allora alle dipendenze degli Asburgo) i quali non erano abituati ai nostri vini. Ed in effetti tale teoria sembra essere avvalorata dal listino prezzi di uno dei caffè più antichi di Vienna (il Sacher), nel quale compare per l’appunto il Gespritzer, ovvero vino bianco o rosso con soda. Con il tempo a questi ingredienti di base se ne sono venuti aggiungendo altri (come l’Aperol o un qualche bitter, soprattutto Campari rosso ma anche Select o Martini bitter) ed hanno fatto pure la loro comparsa alcuni elementi decorativi/di rifinitura (cubetti di ghiaccio; oliva verde; scorza/spicchio di limone o di arancia), i quali hanno contribuito a darne un’immagine più raffinata ed elaborata.

Come fare lo spritz a casa?

Conseguentemente la formula (da noi definita “classica” o “standard”) che attualmente va per la maggiore è la seguente. Vino bianco + Aperol (o Campari) + acqua (o selz) + 2/3 cubetti di ghiaccio. Va però subito precisato che questa formula non è universale, anzi essa è suscettibile di sensibili variazioni tanto negli ingredienti (ad es. può venire a mancare l’acqua/il selz mentre al contrario in aggiunta ai precedenti possono fare la loro comparsa altri elementi come il Bianco Sarti, il Cynar e persino il Gin) quanto nelle dosi, le quali anzi sono assai variabili (in definitiva dipende dai gusti; ad es. a noi lo sprizz piace molto “carico” e non troppo dolciastro).

La sua artigianalità

In effetti un aspetto affascinante dello spritz è proprio quello della sua “artigianalità”. Ogni barista che custodisce gelosamente la propria “formula segreta” per quanto riguarda le dosi/proporzioni degli ingredienti oppure ancora circa il tipo di vino adoperato, che può andare dal classico Prosecco ad un bianco fermo tipo Verduzzo o persino Incrocio Manzoni. Essendo gli altri ingredienti in un certo modo “industriali” è il vino a nostro avviso l’elemento decisivo per una buona riuscita di questo aperitivo.

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