indagini concluse

Zibido San Giacomo, individuati i responsabili del raid notturno al centro estivo

"Nessuna delle famiglie dei ragazzi che hanno fatto il raid si è rivolta a me, quindi procederà la Procura della Repubblica con inevitabili conseguenze penali", dice la sindaca

Zibido San Giacomo, individuati i responsabili del raid notturno al centro estivo
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Era accaduto nella notte tra il 14 e il luglio: otto ragazzini tra i 13 e i 15 anni, mascherati e armati di spranghe, avevano scavalcato il muro di cinta del centro estivo di Zibido San Giacomo  e si erano diretti verso le tende dove dormivano i bambini del centro estivo seminando paura e terrore tra i bimbi.

Ora la polizia locale ha concluso la fase delle indagini preliminari e tutta la documentazione è stata  trasferita ai carabinieri di Binasco. Le immagini e i relativi nominativi saranno poi trasmessi alla
Procura dei minori di Milano.

Raid notturno al centro estivo: individuati i responsabili

ZIBIDO SAN GIACOMO - La polizia locale ha concluso le indagini preliminari e ha trasmesso tutti gli atti, comprese le riprese delle telecamere, ai carabinieri di Binasco. Sono loro, infatti, che stanno conducendo le indagini sul raid notturno avvenuto la scorsa settimana in seguito alla denuncia presentata dalla sindaca Sonia Belloli.

Dai fotogrammi verificati dal comando della pl di Zibido San Giacomo è stato possibile raccogliere tutti gli elementi necessari per identificare gran parte dei responsabili. Ora interverrà la Procura dei minori di Milano.

Nessuna delle famiglie dei ragazzi responsabili si è fatta sentire dalla sindaca

"Purtroppo – spiega la sindaca Sonia Belloli – nessuna delle famiglie dei ragazzi che hanno fatto il raid si è rivolta a me, quindi procederà la Procura della Repubblica con inevitabili conseguenze penali nei confronti sia dei giovani responsabili sia eventualmente degli adulti che ne hanno la responsabilità genitoriale".

D’altra parte, gli stessi genitori delle vittime del raid chiedono alle autorità di intervenire in maniera risoluta, perché l’episodio non si può considerare una bravata. È stato un vero e proprio atto intimidatorio nei confronti di minori.

“Incontreremo le famiglie dei bambini coinvolti”, dice la sindaca

"Con i responsabili della cooperativa che ha gestito il campus estivo – evidenzia la sindaca – abbiamo ipotizzato momenti appositamente dedicati ai bambini coinvolti e ai loro genitori con dei professionisti. L’idea è condividere le emozioni di quel brutto momento e valutare insieme azioni da prevedere in futuro affinché episodi del genere non possano più accadere".

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