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Truffe nelle aste giudiziarie: un arresto e 220mila euro sequestrati dai finanzieri VIDEO

Il meccanismo truffaldino realizzato anche attraverso seriali operazioni di alterazione degli atti emessi dal Tribunale di Milano.

Cronaca 24 Giugno 2020 ore 11:26

Truffe nelle aste giudiziarie: un arresto e 220mila euro sequestrati dai finanzieri.

Truffe nelle aste giudiziarie: un arresto e 220mila euro sequestrati dai finanzieri

MILANO – I Finanzieri del Comando Provinciale Milano, a seguito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione a una misura di custodia cautelare in carcere e a un decreto di sequestro preventivo per oltre 220mila euro, emessi dal gip nei confronti di un professionista operante nel settore delle aste giudiziarie bandite dal Tribunale di Milano.

Molteplici i reati contestati

All’arrestato sono stati contestati molteplici reati: truffa aggravata, appropriazione indebita e falsa attestazione a pubblico ufficiale. Inoltre, sono state eseguite perquisizioni presso i domicili e i luoghi nella disponibilità di tre persone che hanno agito in concorso con il professionista. Le indagini dei Finanzieri del 1° Nucleo Operativo Metropolitano di Milano, avviate in seguito alle querele presentate da numerose persone, hanno permesso di scoprire come il professionista, presentandosi come intermediario tra i potenziali acquirenti e l’Ufficio delle aste giudiziarie, abbia commesso azioni fraudolente ai danni dei clienti interessati alle diverse aggiudicazioni.

Il meccanismo truffaldino

Il meccanismo truffaldino, realizzato anche attraverso seriali operazioni di alterazione degli atti emessi dal Tribunale di Milano (anche la sostituzione dei codici iban per i versamenti da parte degli aggiudicatari delle aste), ha consentito agli indagati di dirottare illecitamente sui propri conti correnti ingenti somme di denaro destinate alle procedure d’incanto. La tempestività dell’indagine, coordinata dal Procuratore Aggiunto Eugenio Fusco e dai Sostituti Procuratori della Repubblica Bianca Maria Baj Macario e Carlo Scalas, ha consentito di porre fine al sistema fraudolento e di recuperare il denaro sottratto.

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