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Truffe agli anziani sventate, in carcere banda di napoletani che si fingevano carabinieri (Video)

Il trucco era sempre quello: “Signora, suo figlio ha avuto un incidente, ci porti subito i soldi altrimenti finirà in carcere. È già qui con noi. Vede, abbiamo il suo telefono”.

Cronaca 26 Febbraio 2018 ore 11:21

Truffe agli anziani sventate, in carcere banda di napoletani che si fingevano carabinieri.

Truffe agli anziani sventate, in carcere banda di napoletani che si fingevano carabinieri

MILANO – Il trucco era sempre quello: “Signora, suo figlio ha avuto un incidente, ci porti subito i soldi altrimenti finirà in carcere. È già qui con noi. Vede, abbiamo il suo telefono”. I numeri dei parenti li prendevano dai call center o dai registri comunali.

La solita scenetta

Poi iniziavano a intavolare la scenetta: una trappola ai danni degli anziani, una delle tante, come quella del gas, che provando a chiamare il cellulare del figlio sentivano rispondere dall’altra parte della cornetta i truffatori che si spacciavano per carabinieri o avvocati. I più abili hackeravano i numeri, ai più furbi bastava non riagganciare il telefono durante la chiamata. “Vede signora, il telefono ce l’abbiamo noi, sequestrato. Suo figlio è qui. Incontriamoci per i soldi e poi sarà libero”.

Anche a Corsico un episodio

Sulla carta sembra assurdo, ma provate a mettervi nei panni di una mamma molto anziana che riceve una chiamata drammatica. Era successo anche a Corsico, ma la mamma anziana era più furba dei truffatori ed era riuscita a stanarli. Ora la banda è finita in manette. I carabinieri di Milano hanno fermato cinque italiani originari del napoletano.

Bottino per oltre 200mila euro

Li hanno catturati tra Milano, Napoli, Parma e persino in Spagna, con l’accusa di truffa aggravata. Decine gli episodi di trappole agli anziani: i delinquenti agivano senza scrupolo, portando via non solo contanti ma anche gioelli e oro (come si sente nelle intercettazioni del video). Un giro di affari di oltre 200mila euro, alle spalle dei pensionati convinti di parlare con avvocati e marescialli e di risolvere, così, il presunto coinvolgimento dei figli in incidenti gravissimi.

Francesca Grillo