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Treno deragliato nel Lodigiano, indagati 5 operai per l’incidente

La Procura di Lodi indaga per omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni colpose.

Treno deragliato nel Lodigiano, indagati 5 operai per l’incidente
Cronaca 08 Febbraio 2020 ore 11:09

Treno deragliato nel Lodigiano, indagati 5 operai per l’incidente.

Treno deragliato nel Lodigiano, indagati 5 operai per l’incidente

La procura di Lodi ha indagato, come atto dovuto, i 5 operai che sono intervenuti sullo scambio lasciato aperto e che avrebbe causato l’incidente: un atto dovuto, per effettuare gli accertamenti, come raccontano i nostri colleghi del giornaledilodi.it.

Frecciarossa deragliato, indagati 5 operai

“Il locomotore si è staccato dal resto del convoglio a una velocità di quasi 300 km orari ed è andato a deragliare all’altezza di uno scambio che doveva essere posto in una certa direzione, invece così non era”.

Il procuratore capo di Lodi l’ha spiegato con chiarezza. Lo scambio che nella notte era stato interessato da alcuni lavori, non si trovava nella posizione corretta. La carrozza motrice si è staccata ad una velocità di quasi 300 km orari, ha urtato contro il carrello e si è schiantata contro un deposito ferroviario. I due macchinisti che hanno perso la vita sono stati sbalzati e i loro corpi trovati poco lontano. Il resto del treno ha proseguito la corsa: la prima carrozza, con una sola persona a bordo, si è rovesciata, i passeggeri degli altri vagoni hanno avvertito un forte boato, poi il convoglio ha iniziato a tremare.

Uno scambio lasciato “aperto” la possibile causa

Come possibile causa dell’incidente era già stato indicato l’errore umano, consistito nell’avere lasciato uno scambio “aperto”. Così la procura di Lodi ha iscritto nel registro degli indagati, per omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni colpose, cinque persone (4 operai e un capo-squadra) che sono intervenuti proprio su quello scambio mezz’ora prima del passaggio del Frecciarossa. Un atto dovuto, fanno sapere, per poter eseguire gli accertamenti necessari. La mattina dell’incidente i 5 dipendenti di Rfi, intorno alle 4 del mattino, avevano dato il “via libera”.  Sentiti dagli inquirenti, hanno negato di aver commesso l’errore.

Proseguono i rilievi

Intanto sono stati eseguiti anche i primi rilievi sui binari e sulle prime carrozze. Iniziata anche l’analisi delle scatole nere. Stando a quanto emerso non sono presenti telecamere che possano avere ripreso la scena del deragliamento. Saranno necessari almeno due giorni per liberare il tratto coinvolto. Una strage evitata dal semplice fatto che si sia verificata in un’ora in cui i passeggeri erano pochi e che in testa al convoglio ci fosse la prima classe.

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