Erano partiti tutti da Prato i tre presunti killer arrestati per il tentato omicidio di un imprenditore cinese il 25 marzo 2025 a Milano. Due esecutori si trovano già in carcere, ora è stato arrestato anche l’autista del terzetto. Quella sera la vittima riuscì a salvarsi per miracolo. Le indagini però proseguono ancora alla ricerca del mandante, nonchè finanziatore, dell’agguato.
Tentato omicidio all’imprenditore cinese a Milano: arrestato in Toscana anche l’autista dell’agguato
MILANO – La polizia, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, disposta dal Gip del Tribunale, nei confronti di due persone, entrambe cittadini cinesi, gravemente indiziati di aver concorso nel tentato omicidio commesso in via Marsala, in zona corso Garibaldi, la sera del 26 marzo 2025, ai danni di un loro connazionale.
Avrebbe guidato l’auto per l’immediata fuga verso Prato dopo l’omicidio
Lo scorso giugno gli agenti della squadra mobile della Questura di Milano avevano già arrestato i presunti autori materiali dell’agguato. Dalle successive indagini è stato individuato l’uomo che avrebbe svolto il ruolo di autista a supporto dell’azione criminosa, ingaggiato appositamente per assicurare l’immediata fuga verso Prato. L’uomo, mercoledì 7 gennaio, è stato rintracciato e arrestato a Prato, in esecuzione dell’ ordinanza di custodia cautelare.
Cacccia al mandante
È stato inoltre individuato un altro uomo, ritenuto colui che ha ingaggiato gli esecutori materiali, tuttora ricercato.
La ricostruzione dell’agguato
Secondo quanto emerso dalle attività investigative, gli autori dell’agguato avrebbero seguito la vittima per alcune ore, attendendo il suo rientro a nell’abitazione. Una volta individuato, l’imprenditore sarebbe stato avvicinato e aggredito, riuscendo tuttavia a sottrarsi e a fuggire. Sarebbero quindi stati stati esplosi alcuni colpi d’arma da fuoco, uno dei quali ha colpito la vittima in modo non letale.
I poliziotti, attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e il riscontro delle tracce elettroniche lasciate dai dispositivi in uso agli indagati, hanno ricostruito le fasi dell’agguato e delineato i ruoli degli esecutori materiali.
C’è un mandante che ha finanziato l’aggressione
Successivamente, le indagini sono proseguite per accertare ulteriori responsabilità facendo emergere che l’agguato era stato eseguito su commissione e dietro pagamento di una somma di denaro e con il supporto, con funzione di autista, di una persona anch’essa appositamente ingaggiata e retribuita.