Stazione di servizio Agip chiusa per mafia: collegamenti con la criminalità organizzata

L’interdittiva antimafia è stata firmata dal Prefetto Renato Saccone

Stazione di servizio Agip chiusa per mafia: collegamenti con la criminalità organizzata
Cronaca 12 Giugno 2020 ore 17:26

Stazione di servizio Agip chiusa per mafia: collegamenti con la criminalità organizzata

Stazione di servizio Agip chiusa per mafia: collegamenti con la criminalità organizzata

BUCCINASCO – “Un quadro indiziario complessivo tale da far ritenere attendibile l’esistenza di idonei e specifici elementi di fatto, obiettivamente sintomatici e rilevatori di concrete connessioni con la criminalità organizzata, tali da condizionare le scelte dell’impresa”.

Il provvedimento

L’interdittiva antimafia è stata firmata dal Prefetto Renato Saccone per il distributore di benzina Agip di via dei Mille al civico 1. Formalmente intestato a Giovanni Gatto, 50 anni residente a Buccinasco ma nato a Platì, il benzinaio è sempre stato in mano alla famiglia Zappia, finita nelle carte delle inchieste per la presenza della ‘ndrangheta al Nord. A lavorare nel distributore c’era infatti Vincenzo Zappia, 53enne di Buccinasco, figlio di Pasquale Zappia, classe 1939, residente a Gudo e considerato uno dei personaggi di riferimento della locale di Corsico e Buccinasco, già condannato a 9 anni di reclusione per associazione mafiosa. Pasquale era considerato vertice locale, con la carica di Mastro generale, responsabile di tenere tutti i collegamenti con la provincia di Reggio Calabria.

Le risultanze

La pompa di benzina, ingrandita verso la fine degli anni Novanta, era stata comprata dagli Zappia nel 1985, con atti intimidatori verso il precedente titolare, e passata di mano nel 1994 a Giovanni Gatto, considerato, secondo le carte delle inchieste, un prestanome della famiglia Zappia. L’interdittiva per mafia è stata siglata grazie a una complessa attività di indagine condotta dal Comando della Compagnia dei carabinieri di Corsico guidati dal capitano Pasquale Puca e dal tenente Armando Laviola, insieme al Nucleo Informativo del Comando Provinciale dei carabinieri di Milano. Fondamentale anche il lavoro svolto dalla stazione dei carabinieri di Buccinasco del comandante Vincenzo Vullo. Le serrate indagini dei militari hanno consentito di accertare e circostanziare i possibili rischi di infiltrazione e condizionamento della criminalità organizzata all’interno dell’attività e “chiari e concreti collegamenti”, come specificano gli inquirenti, con elementi investigativi emersi nel corso delle operazioni Nord-Sud e Infinito, sulla presenza della ‘ndrangheta nell’hinterland milanese.

Il sindaco Pruiti

“Come già avvenuto per altre attività della zona – commenta il sindaco Rino Pruiti – appena ricevuta la comunicazione della Prefettura, con il supporto della polizia locale e il Servizio alle Imprese abbiamo provveduto alla chiusura immediata dell’attività, a tutela della legalità. A Buccinasco non si fanno sconti, le regole vanno rispettate e il territorio tutelato. Conosciamo la nostra storia e sappiamo bene il pericolo di infiltrazioni mafiose nelle attività commerciali e imprenditoriali. Abbiamo però estrema fiducia nell’operato delle forze dell’ordine, attenti nel controllo del territorio. A loro, in particolare ai carabinieri della Compagnia di Corsico e della locale stazione, va il ringraziamento mio e di tutta la città per il difficile e importante lavoro svolto”.

Francesca Grillo

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