Si spacciano per assistenti sociali e tentano di introdurre in carcere droga e armi

Arrestato un 15enne: aveva una pistola ad aria compressa senza copertura rossa, un tirapugni, un coltellino, e 25 grammi di droga.

Si spacciano per assistenti sociali e tentano di introdurre in carcere droga e armi
Cronaca 02 Marzo 2020 ore 13:04

Si spacciano per assistenti sociali e tentano di introdurre in carcere droga e armi.

Si spacciano per assistenti sociali e tentano di introdurre in carcere droga e armi

MILANO – Il messaggio di allerta e preoccupazione arriva direttamente da Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che denuncia un “episodio inquietante. Finiscono ancora al centro delle cronache le carceri lombarde. Dopo l’aggressione di un detenuto a un agente in servizio nella Casa di reclusione di Bollate, un nuovo grave episodio si è verificato sabato nell’Istituto penale Beccaria di Milano”.

Ricostruisce l’accaduto Alfonso Greco, segretario Sappe

Ricostruisce l’accaduto Alfonso Greco, segretario regionale per la Lombardia del Sappe: “Registriamo una brillante operazione di polizia penitenziaria, coordinato dal Commissario Capo Casella. Tre persone hanno cercato di introdursi attraverso la porta carraia dell’istituto spacciandosi per assistenti sociali. L’agente addetta al controllo dei video della portineria ha subito capito che c’era qualcosa che non andava e ha avvisato il personale all’interno che è intervenuto per verificare. All’arrivo hanno trovato due uomini e una donna: l’unico maggiorenne è il fratello di uno dei minori ristretti al Beccaria.

Arrestato un 15enne

A seguito della perquisizione, l’altro ragazzo, un 15enne, è stato trovato in possesso di una pistola ad aria compressa priva di copertura rossa, un tirapugni, un coltellino e 25 grammi di droga, presumibilmente eroina. Il ragazzo è stato arrestato e portato al Centro di Prima Accoglienza di Torino vista la momentanea chiusura di quello milanese a causa dell’emergenza sanitaria. Gli altri due sono stati denunciati a piede libero”.

La brillante operazione malgrado l’emergenza coronavirus

Greco sottolinea la professionalità degli agenti che, “pur nell’emergenza coronavirus, pur nel sovraffollamento dell’istituto, considerando che sono presenti 41 minori a fronte di una struttura che ne può contenere 32, non hanno abbassato la guardia e hanno stroncato sul nascere un grave tentativo di introdurre armi e droga nel carcere. I nostri agenti non hanno esitato a mettere a rischio la propria vita per fermare i tre”. La vicenda riporta alla luce le priorità della sicurezza con cui quotidianamente hanno a che fare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria.

L’allarme sicurezza interna delle carceri

“Da tempo il Sappe denuncia, inascoltato, che la sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto, l’aver tolto le sentinelle della Polizia Penitenziaria di sorveglianza dalle mura di cinta delle carceri, la mancanza di personale, il mancato finanziamento per i servizi anti intrusione e anti scavalcamento – dicono dal sindacato –. Scenderemo presto in piazza, insieme alle altre Organizzazioni sindacali del Corpo, per denunciare lo stato di abbandono in cui ci troviamo. Rinnoviamo il nostro appello al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede: se ci sei, batti un colpo”.

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