Scontri Inter Napoli, arrestato un altro capo ultrà neroazzurro

Il capo dei Viking è volto e nome conosciuto in tutte le tifoserie, non solo quella dell’Inter, dove per anni è stato il punto di riferimento del tifo organizzato neroazzurro.

Scontri Inter Napoli, arrestato un altro capo ultrà neroazzurro
Cronaca 18 Gennaio 2019 ore 09:50

Scontri Inter Napoli, arrestato un altro capo ultrà neroazzurro.

Scontri Inter Napoli, arrestato un altro capo ultrà neroazzurro

MILANO – Un altro arresto nell’ambito dell’inchiesta che deve fare luce sulla morte del 39enne Daniele Belardinelli, il tifoso travolto e ucciso prima della partita Inter-Napoli (lo scorso 26 dicembre). Gli ultrà interisti avevano organizzato un agguato contro quelli napoletani, che stavano raggiungendo lo stadio Meazza a bordo di macchine e mini van. Un suv, ritrovato poi dagli inquirenti a Napoli, ha travolto nel mezzo dei tafferugli Dede Belardinelli.

Le indagini

Sono scattate immediatamente le indagini che hanno portato a diversi arresti, tra cui quello di Marco Piovella, il Rosso, uno dei capi della Curva Nord. A fare il suo nome, un altro tifoso: Luca Da Ros, 21 anni, che era stato arrestato insieme a un gruppo di ultrà e aveva confessato, indicando appunto il Rosso come organizzatore dell’agguato. Accuse che Piovella aveva rispedito al mittente, confermando solo di aver partecipato agli scontri, ma non di essere la mente dell’iniziativa.

Il nuovo arresto

Ora, un altro arresto, un altro capo curva: si tratta di Nino Ciccarelli, 49enne capo dei Viking, già coinvolto in diverse risse da stadio e nella tragica morte del tifoso Nazareno Filippini dopo la partita Ascoli-Inter (arrestato, poi assolto) e con diversi precedenti (una condanna a 12 anni di carcere, ora sottoposto anche a cinque anni di Daspo). Insieme a Ciccarelli, in manette ci è finito anche Alessandro Martinoli, ultrà del gruppo di estrema destra Blood and Honor del Varese (gemellata con l’Inter).

La ricostruzione

Il capo dei Viking è volto e nome conosciuto in tutte le tifoserie, non solo quella dell’Inter, dove per anni è stato il punto di riferimento del tifo organizzato neroazzurro. Per il gip Guido Salvini, Ciccarelli ha una “particolare pericolosità e può facilmente condizionare altri tifosi”. Secondo la ricostruzione, l’agguato ai napoletani era stato pianificato proprio a casa di Belardinelli il giorno di Natale, un incontro “che è stato certamente propedeutico all’organizzazione dei fatti del giorno seguente”, scrive il gip. Anche la vedova di Belardinelli ha confermato la presenza a casa sua, il 25 dicembre, di Piovella, Martinoli e altri due ultrà.

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