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Sciopero 23 novembre: i medici del SSN incrociano le braccia

Testimonianze dei medici dell'Ospedale San Paolo. In funzione solo le sale operatorie per l’urgenza e per Ostetricia.

Sciopero 23 novembre: i medici del SSN incrociano le braccia
Cronaca 23 Novembre 2018 ore 08:35

Sciopero 23 novembre: i medici del SSN incrociano le braccia.

Sciopero 23 novembre: i medici del SSN incrociano le braccia

MILANO – Oggi al Polo San Paolo dell’azienda ospedaliera Santi Paolo e Carlo sale operatorie chiuse e servizi radiologici sospesi. Vengono erogati i servizi solo per le situazioni di emergenza ed urgenza. Abbiamo raccolto testimonianze e cercato di capire, per spiegare i motivi della protesta.

Adesione di massa

I medici Anestesisti ed i medici Radiologi del San Paolo hanno aderito in massa alla mobilitazione. I medici ospedalieri italiani attendono il rinnovo del contratto da oltre 9 anni. Tutti i governi, di qualsiasi colore e provenienza hanno disatteso le aspettative, non solo degli operatori sanitari. Tutte le sigle sindacali presenti in sanità aderiscono, ma come spesso accade in queste giornate, sono i medici Anestesisti Rianimatori a fare la parte del leone con grande adesione e compattezza. Oggi al San Paolo anche un altro servizio come la Radiologia incrocia le braccia, rendendo lo sciopero ancora più visibile. Funzionano solo le sale operatorie per l’urgenza e per Ostetricia.

Le parole del presidente del sindacato dei medici anestesisti

“Se non si investe in sanità, nonostante il sacrificio e la buona volontà del personale, dimostrato in questi anni di assoluto disinteresse e di scelte governative fallimentari, il SSN corre un serio pericolo. Ci auguriamo che anche i pazienti che oggi 23 novembre subiscono disagio comprendano l’importanza di questa mobilitazione.
Questo sciopero è anche in difesa dei cittadini, il SSN deve contribuire a garantire tutti il diritto alla salute, anche attraverso la tutela del personale che vi opera“. Queste le parole del Presidente del sindacato dei medici anestesisti (AAROI/EMAC) dottor Alessandro Vergallo, dal presidio al San Camillo di Roma. In sostanza, traduciamo: se il medico è costretto a turni massacranti, a straordinari non retribuiti per far fronte alle carenze di personale, sarà più stanco quando vi sta curando.

I nodi principali

Turni massacranti (blocco del Turnover), Straordinari obbligatori non retribuiti, Norme europee sugli orari di lavoro disattese, inserimento Lea senza copertura di personale, Liste di attesa infinite per carenza di personale ed apparecchiature. Aspetto economico fermo al 2008. Questi i nodi principali da affrontare, per salvare il nostro SSN.

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Il livello minimo assistenziale

Un medico Anestesista ci spiega come proprio della sua specializzazione ci sia grande carenza in tutta italia con picchi al sud, costringendo molti alla reperibilità su più presidi ospedalieri, anche distanti tra loro.
Lea senza coperture, ci spiega. Il tanto sbandierato Parto indolore inserito nei Lea dal ministro Livia Turco: cioè garantire alla donna, giustamente, di partorire senza dolore come Livello minimo assistenziale .
Tutto molto bello, ma nessuna copertura economica per assumere specialisti Anestesisti Rianimatori, unici a poter erogare la prestazione, quindi la partoanalgesia resta un carico di lavoro aggiuntivo legato alla buona volontà dei medici.

Un medico Radiologo racconta

sciopero 23 novembre“Sono sicuro che i cittadini capiranno la protesta, che vuole essere un grido per salvare il nostro SSN, che malgrado l’assenza di investimenti, resta un sistema di tutela sanitaria che il mondo ci invidia! Parole di speranza dal ministro della sanità Grillo, in sostanziale sintonia con i medici, ma i medici ed i cittadini si aspettano che dalle parole si passi ai fatti”.

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