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Rsa Naviglio: “Situazione sotto controllo ma non abbiamo i tamponi”

Tre i decessi riconducibili al covid da dicembre, l'ad della rsa: "Abbiamo chiesto di tamponare gli ospiti, ma Ats non ci manda i test".

Rsa Naviglio: “Situazione sotto controllo ma non abbiamo i tamponi”
Cronaca 16 Aprile 2020 ore 10:39

Rsa Naviglio: “Situazione sotto controllo ma non abbiamo i tamponi”.

Rsa Naviglio: “Situazione sotto controllo ma non abbiamo i tamponi”

CORSICO – Secondo l’ad Sergio Bariani della rsa Il Naviglio, la situazione “è sotto controllo. Abbiamo da subito applicato tutte le disposizioni e chiuso le porte ai parenti per le visite, con dispiacere anche nostro, ma la scelta era doverosa e necessaria per evitare che scoppiasse il contagio”.

Le parole dell’ad Bariani

Bariani aggiunge che “era impossibile tenere le rsa fuori totalmente dal contagio, considerando il numero importante di persone che lavorano all’interno, tra operatori, medici, specialisti: una squadra di professionisti che sta facendo un super lavoro e a cui deve andare tutta la nostra gratitudine. Purtroppo era impossibile tenere fuori da queste strutture sanitarie l’epidemia, ma la stiamo contenenendo”. Situazione quindi sotto controllo nella rsa che si affaccia sul Naviglio, ma c’è qualche criticità da mettere in evidenza.

Carenza di personale

La prima, secondo l’ad, è la “carenza di personale. Alcuni operatori sono in malattia, non sappiamo neanche se sono a casa in forma prudenziale perché hanno qualche sintomo oppure se sono positivi al covid: non ci viene comunicato. Quello che possiamo fare è aprire una selezione per cercare personale da affiancare al nostro. Stiamo cercando medici, infermieri, asa e oss”.

Mancano i tamponi, numeri incerti

La seconda criticità riguarda i tamponi. Nella rsa corsichese non si conosce ancora il numero di contagiati, proprio perché mancano i tamponi: Ats non li fornisce, secondo l’ad. Partiamo da un dato: il numero dei decessi da dicembre a marzo è di 26 persone. Sono sei in più rispetto a quelli registrati nello stesso periodo lo scorso anno. Dei 26 decessi, tre sono risultati positivi al covid, ma il test è stato fatto post mortem. Tra gli ospiti, ci sono anche cinque persone che hanno presentato dei sintomi e sono state isolate e sottoposte alle cure, ma di nessuna si conosce la positività o meno al tampone per coronavirus.

Un circolo vizioso riguardo i tamponi

“Ats ci ha detto che dobbiamo procurarci noi i tamponi e analizzarli in nostri laboratori – ancora Bariani –, il problema è che le aziende produttrici ci rispondono che i test li devono dare ad Ats e alla protezione civile, quindi non possiamo provvedere a effettuarli sui nostri ospiti. Capiamo la difficoltà di gestione di questa improvvisa emergenza che ci ha travolti, ma è necessario dare alle rsa gli strumenti di prevenzione e contenimento del contagio”.

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