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In ricordo di Silvia Rossi, 32enne di Gaggiano scomparsa a Toronto

Il ricordo di Silvia, deceduta dopo due anni di malattia in Canada, dalle parole di una sua cara amica.

In ricordo di Silvia Rossi, 32enne di Gaggiano scomparsa a Toronto
Cronaca Trezzano, 17 Giugno 2021 ore 10:50

In ricordo di Silvia Rossi, 32enne di Gaggiano scomparsa a Toronto.

In ricordo di Silvia Rossi, 32enne di Gaggiano scomparsa a Toronto

GAGGIANO - Il dolore per la scomparsa di Silvia Emma Rossi, 32enne di Gaggiano che ha combattuto con la malattia negli ultimi due anni a Toronto, è ancora vivido nel cuore di chi le ha voluto bene. Riceviamo e pubblichiamo volentieri la lettera di una sua amica in ricordo di Silvia e ci uniamo al cordoglio per la sua scomparsa.

La lettera in ricordo di Silvia Emma Rossi

"Il 3 giugno 2021, Silvia Emma Rossi è tornata alla casa del Padre, dopo due anni di incessante lotta contro la leucemia. Aveva 32 anni. Silvia è nata ad Abbiategrasso ed è cresciuta a Gaggiano, dove ha trascorso la maggior parte della sua vita, insieme a mamma Franca e papà Gian Franco. Figlia unica e amatissima.

Conobbi Silvia nel 2002, sull'autobus che portava entrambe a scuola, il Liceo B. Pascal di Abbiategrasso. Silvia frequentava la classe di sperimentazione scientifica. Aveva una vera e propria passione per la scienza: infatti, finito il liceo, si è iscritta alla facoltà di biologia a Milano, e poi ha proseguito i suoi studi che la hanno portata in Canada, a Toronto, dove ha trascorso i suoi ultimi anni.

Una studiosa e una viaggiatrice, una scienziata.

La ricordo bene su quel pullman, spensierata, sorridente. Mi ha sempre colpito che i suoi principi e i suoi valori fossero molto saldi, forti. Li ha sempre portati avanti con grande determinazione, non comune tra i tipici adolescenti. Silvia non diceva mai di no alle proposte di noi amici: è sempre stata disponibile, sia quando si trattava di divertirsi (come andare in vacanza insieme al mare d'estate, o andare a ballare il sabato sera) che con proposte più serie.

Era attiva frequentatrice di Porto Franco, un'associazione dedita ad aiutare gli studenti in difficoltà: ogni settimana dedicava un intero pomeriggio a questi ragazzi, del tutto gratuitamente, sia quando ancora andava al liceo, che poi durante gli anni dell'Università. Ogni anno partecipava anche alla Colletta Alimentare: era una gioia vederla davanti al supermercato a incontrare tutti. Per lei tutto era occasione di incontro, con una semplicità incredibile e travolgente. Era capace di coinvolgerti in ogni tipo di attività, grazie alla gioia con cui la proponeva.

Persino il sacerdote che ha celebrato il funerale, a Toronto, ha raccontato di essere stato trascinato da lei ad un corso di pittura, nonostante lui non avesse mai disegnato in vita sua, e ha così scoperto una nuova passione. Silvia amava disegnare, aveva un grande talento. Silvia era una persona semplice. Il suo sguardo era quello di un bambino, davanti a tutto: aveva una curiosità incredibile. Nulla era mai un ostacolo, tutto diventava una possibilità. Questo certamente si rifletteva nel suo lavoro come scienziata.

Tramite la sua ricerca, nel laboratorio in cui studiava a Toronto, stavano cercando di capire come le cellule sane possano trasformarsi in cancerogene. Per farlo, Silvia effettuava esperimenti con i lieviti. Ricordo quando ci raccontava di quello che faceva, come riusciva a rendere umani persino i lieviti. Mi ha sempre colpito molto la passione con cui svolgeva la sua ricerca, tanto che fino alla fine, una delle sue principali preoccupazioni rimaneva la pubblicazione dell'ultimo articolo a cui stava lavorando. In laboratorio era apprezzata e voluta bene.

L'insegnamento lasciato da Silvia

Silvia ci ha insegnato a non perdere la speranza: fino all'ultimo ha creduto nella possibilità di guarire. Aveva studiato i dettagli delle cure sperimentali che le erano state proposte, tanto che le infermiere e i medici faticavano a rispondere alle sue domande. Ci ha insegnato ad amare: la sua preoccupazione perché sua mamma e suo papà fossero a loro agio a Toronto, e avessero la forza di sopportare la sua malattia, era maggiore che quella per la sua salute. Ci ha insegnato ad avere Fede: la sua devozione nei confronti della Madonna di Fatima la ha guidata nelle sue scelte fino alla fine.

Lei, una scienziata, aveva riconosciuto che la scienza arriva solo fino a un certo punto. Il resto, è Mistero. La famiglia di Silvia ha scelto di ricordarla con queste parole di Sant'Agostino: “Non piangete la mia assenza, sentitemi vicino e parlatemi ancora. Io vi amerò dal cielo come vi ho amati sulla terra”. Non piangere è impossibile, perché Silvia mancherà enormemente a tutti coloro che la hanno conosciuta. Tuttavia, sentirla ancora vicina è di grande consolazione, insieme alla certezza che questo momentaneo distacco non è altro che un arrivederci".

M. Cristina Baglio