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Blitz della Squadra Mobile di Milano e Roma

Preso a Milano il narcos dei camorristi e dei Casamonica, Antonino Calì: deve scontare 30 anni

Nel maggio 2018 aveva ottenuto gli arresti domiciliari ma il 3 ottobre dello stesso anno, dopo aver manomesso il braccialetto elettronico, era evaso facendo perdere le proprie tracce.

Cronaca Naviglio grande, 22 Aprile 2021 ore 11:21

Preso a Milano il narcos dei camorristi e dei Casamonica, Antonino Calì: deve scontare 30 anni

Arrestato a Milano il noto narcotrafficante

Calì, con un curriculum criminale di calibro, era stato arrestato l’ultima volta nel 2013 all’esito di una complessa e articolata attività di indagine nei confronti un’associazione operante in varie attività illecite, tra le quali il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti, le estorsioni, i reati contro la persona, il riciclaggio e il reimpiego di risorse economiche di provenienza illecita in attività imprenditoriali.

Era evaso dalla detenzione domiciliare nell’ottobre 2018 manomettendo il braccialetto elettronico

Dopo un periodo in carcere, a maggio del 2018 aveva ottenuto la concessione degli arresti domiciliari da scontare presso la clinica “Villa Ardeatina” di Roma. Il 3 ottobre 2018, dopo aver manomesso il braccialetto elettronico che gli era stato inserito, era evaso dalla detenzione domiciliare facendo perdere le proprie tracce.

Nel 2020 localizzato a Valencia (Spagna)

Da allora si era reso irreperibile finché nel 2020 le indagini della Squadra Mobile di Roma lo hanno localizzato in Spagna, precisamente a Valencia dove, in collaborazione con la polizia spagnola, attraverso il coordinamento del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, si stava cercando di localizzare il suo preciso indirizzo.

Individuato a Milano in un appartamento in via Paolo Frisi

Recentemente però, l’attività investigativa ha registrato il suo sposamento dalla Spagna a Milano. Sono iniziate, in collaborazione con la Squadra Mobile di Milano, le indagini per individuarlo e il cerchio si è ristretto alla zona di Porta Venezia, in un appartamento in via Paolo Frisi.

Gli agenti delle due Squadre Mobili hanno cominciato dei servizi di osservazione ininterrotti per due giorni, appostandosi in una terrazza che affacciava dall’alto sul cortile condominiale, con l’ausilio di telecamere e binocoli, fino al momento in cui, nella mattinata del 21 aprile, hanno notato un uomo dalle sembianze simili al ricercato uscire dal condominio e dirigersi a piedi verso la metropolitana.

Bloccato ieri mattina all’ingresso di una fermata della metropolitana

L’uomo è stato pedinato e appena gli operatori lo hanno riconosciuto e lo hanno bloccato. Non ha cercato di scappare: quando gli agenti lo hanno fermato, ha risposto: “Sono io, Antonino Calì”. Con sé aveva un documento falso, una carta d’identità valida per l’espatrio intestata a Sergio Calì, nato a Roma, per il cui possesso verrà tratto in arresto.

Inoltre, nascondeva 1.200 euro, sequestrati, e documentazione aerea comprovante il suo arrivo da Valencia, nonché le chiavi di casa della sua abitazione in Spagna, trovati a seguito di perquisizione domiciliare della casa milanese in cui alloggiava, presa in affitto tramite un’agenzia immobiliare locale.

La lunga carriera criminale del latitante Calì

Lunga e consistente la carriera criminale, romana, di Antonino Calì, iniziando già dal 1998 a trafficare con la droga. Nel 1999 viene condannato perché parte di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, per il cui reato sconterà un lungo periodo di detenzione domiciliare, tornando libero nel 2003. Poi, ha ricominciato a spacciare, aggiungendo alla lista dei reati anche frode e ricettazione.

Nel 2007 è stato arrestato per possesso di armi clandestine. Importante la sua collaborazione anche con i Casamonica, i Gambacurta e i Pelle di Locri, oltre al clan camorristico dei Pagnozzi.

Dovrà scontare la pena di 29 anni e 8 mesi e 14 giorni di reclusione

Il provvedimento della Procura Generale presso la Corte di Appello di Roma, per il quale si arriva a una pena di 30 anni, è stato emesso nel mese di maggio 2020, dopo aver computato tutte le pene detentive alle quali era stato condannato proprio per i reati associativi volti ad agevolare attraverso il traffico di ingenti quantitativi di  sostanze stupefacenti l’associazione mafiosa dei Pagnozzi.

Era anche ricercato in campo internazionale

Calì aveva il ruolo di coordinatore delle attività di approvvigionamento, stoccaggio e custodia dello stupefacente successivamente rivenduto dall’associazione (centinaia di chili di droga). Calì era anche ricercato in campo internazionale, destinatario di Mandato di Arresto Europeo in ambito Schengen.