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Cronaca Buccinasco -

Presa a calci l’auto di Martina Villa, presidente del Consiglio comunale

Messaggi di solidarietà sono arrivati massicci, da ogni parte, senza differenza di bandiera e colore politico.

auto martina villa

Presa a calci l’auto di Martina Villa, presidente del Consiglio comunale.

Presa a calci l’auto di Martina Villa, presidente del Consiglio comunale

BUCCINASCO – I messaggi di solidarietà sono arrivati massicci, da ogni parte, senza differenza di bandiera e colore politico. Un atto da condannare, ben consapevoli che saranno le indagini già avviate delle forze dell’ordine a cercare di fare luce su un atto sgradevole, che tuttavia non impensierisce il presidente del Consiglio Comunale Martina Villa, perché “continuerò a svolgere il mio lavoro come sempre”, assicura. Ecco quanto comunicato dal Comune, con il commento del sindaco Rino Pruiti:

Il comunicato dall’Amministrazione

Un atto intimidatorio, o un gesto a opera di vandali, lo accerteranno le indagini dei Carabinieri che sabato scorso hanno raccolto la denuncia di Martina Villa, presidente del Consiglio comunale di Buccinasco: nella notte tra venerdì e sabato qualcuno ha preso a calci la sua auto parcheggiata sotto casa. Solo qualche mese fa, sempre sotto casa, altri calci all’auto e una gomma tagliata.

Il sindaco Pruiti

“A nome dell’Amministrazione comunale e di tutta la comunità – dichiara il sindaco Rino Pruiti – esprimo solidarietà a Martina e la invito a proseguire con la stessa passione il suo lavoro per il bene di Buccinasco sia come presidente del Consiglio comunale sia come consigliera delegata all’Integrazione sociale. Proprio per questo ruolo che le ho voluto assegnare, si occupa di tante fragilità, contrastando con azioni concrete a favore degli ultimi il clima d’odio tanto diffuso nella nostra società”.

Indagini delle Forze dell’Ordine

“Condanniamo fermamente questo gesto vile e ignobile – conclude il sindaco – che colpisce l’istituzione. Un atto preoccupante su cui le Forze dell’Ordine stanno indagando, il secondo in pochi mesi: non vogliamo lasciarci intimidire né eccedere nella preoccupazione ma neanche lo possiamo ignorare”.

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