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Omicidio a Corsico | Chi era Alessio Borelli e tutto quello che sappiamo sulle indagini

A giugno i residenti avevano già allertato i carabinieri per urla e rumori provenienti dall'appartamento di via Parini. Gli investigatori al lavoro su impronte e tracce biologiche per identificare il responsabile

Omicidio a Corsico | Chi era Alessio Borelli e tutto quello che sappiamo sulle indagini

Proseguono senza sosta le indagini sull’omicidio di Alessio Borelli, il 41enne trovato morto sabato pomeriggio nel suo appartamento all’ottavo piano di una palazzina di via Parini, a Corsico.

Chi era Alessio Borelli e tutto quello che sappiamo sulle indagini

CORSICO – Gli investigatori stanno ricostruendo le ultime ore di vita dell’uomo, concentrandosi soprattutto sulle sue frequentazioni e sulla sua vita privata.

Secondo quanto emerge dalle indagini, nei giorni precedenti al delitto il clima all’interno del condominio era già stato segnato da tensioni.

Le lamentele dei condomini

Come riporta  Il Giorno, nel mese di giugno, infatti, alcuni residenti avevano chiamato il 112 per segnalare urla e rumori molesti provenienti dall’abitazione del 41enne che lavorava in un call center di una multinazionale specializzata in telecomunicazioni che ha sede in via Caboto.

Successivamente gli stessi condòmini avrebbero inviato una lettera all’amministratore dello stabile lamentando il continuo passaggio di persone sconosciute nell’appartamento.

Ha aperto la porta al killer

Un elemento che potrebbe assumere un peso nelle indagini. Gli inquirenti, infatti, ritengono sempre più probabile che Borelli conoscesse il proprio assassino e che sia stato lui stesso a farlo entrare in casa. L’ipotesi è che tra i due sia scoppiata una violenta lite, culminata nell’aggressione mortale. L’abitazione, trovata completamente a soqquadro, lascia pensare a una colluttazione durante la quale la vittima avrebbe tentato di difendersi.

Mercoledì mattina, quando alcuni vicini sentirono provenire forti urla dall’appartamento, qualcuno chiamò i carabinieri. All’arrivo dei militari, però, nessuno rispose al citofono e tutto sembrava silenzioso. Secondo la ricostruzione investigativa, Borelli potrebbe essere stato già morto e il killer essersi allontanato poco prima dell’intervento delle forze dell’ordine.

Non convice l’ipotesi della rapina

Secondo quanto riferisce Il Giorno, la pista della rapina appare invece sempre meno convincente. Da quanto emerso, infatti, dall’abitazione non sarebbero stati portati via oggetti di valore. L’unica cosa mancante sarebbero le chiavi della porta blindata, che l’assassino avrebbe utilizzato per chiudere l’appartamento dall’esterno, ritardando così la scoperta del cadavere.

L’appartamento resta sotto sequestro e nelle prossime ore sarà nuovamente esaminato dagli specialisti della Sezione investigazioni scientifiche dell’Arma. L’obiettivo è repertare impronte, tracce biologiche e ogni elemento utile all’identificazione dell’autore del delitto.

Tra gli oggetti al vaglio degli investigatori ci sarebbero anche alcune bottigliette rinvenute nell’abitazione che potrebbero essere state utilizzate per l’assunzione di sostanze stupefacenti.

Dieci anni fa Borelli finì nei guai per smercio di droga

Sul passato della vittima emergono inoltre precedenti legati agli stupefacenti. Borelli era già noto alle forze dell’ordine e, dieci anni fa, era stato coinvolto in un’inchiesta sullo spaccio di sostanze utilizzate nel cosiddetto chemsex, oltre ad aver riportato diverse segnalazioni per consumo personale. Un aspetto che gli investigatori stanno verificando per capire se possa avere un collegamento con il movente dell’omicidio o se appartenga ormai al passato della vittima.

L’autopsia potrà dare qualche risposta?

Resta infine da chiarire l’esatta causa della morte. Sarà l’autopsia a stabilire se il 41enne sia stato ucciso con un’arma da taglio, strangolato oppure se siano stati utilizzati entrambi i mezzi durante l’aggressione.

Il sindaco Ventura giunto sul posto appena è giunta la notizia del ritrovamento di un cadavere:

“Ho appreso la notizia del corpo privo di vita rinvenuto in un appartamento di via Parini e mi sono recato sul posto – dichiara il sindaco Stefano Ventura –. Sono in contatto con i carabinieri di Corsico che stanno svolgendo, fin dai primi istanti, un serrato lavoro di indagine per ricostruire ogni dettaglio sull’accaduto. Come Comune, siamo ovviamente a disposizione e garantiamo massima collaborazione agli inquirenti, anche con l’eventuale utilizzo delle telecamere collocate sul nostro territorio. La vittima, un 41enne italiano, non era nota all’Ente e non avevamo mai ricevuto segnalazioni a riguardo. Spero si possa fare luce quanto prima su questo efferato crimine”.