Lo strano caso del tampone al drive in del San Paolo di Milano

Nonostante le criticità, sulla mia strada ho incontrato operatori e professionisti che meritano solo il nostro encomio per come stanno agendo.

Lo strano caso del tampone al drive in del San Paolo di Milano
Cronaca 21 Ottobre 2020 ore 13:40

Lo strano caso del tampone al drive in del San Paolo di Milano.

Lo strano caso del tampone al drive in del San Paolo di Milano

Premessa doverosa ad uso dei “Leoni da Tastiera”: i fatti sono andati esattamente così, ma il racconto vuole descrivere meticolosamente una giornata che ha dell’incredibile, come incredibile, per noi UdS, è la situazione che stiamo affrontando. Sulla mia strada ho incontrato operatori e professionisti che meritano solo il nostro encomio per come stanno agendo. E’ il sistema che probabilmente fa fatica a reggere numeri che crescono quotidianamente. "Ciascuno giudica bene solo ciò che conosce” diceva Aristotele e questo mi basta come monito,

Contatto Covid+

Ma tant’è: ho anch’io in famiglia un contatto di positivo. Matura in ambiente scolastico e fortunatamente è una compagna di classe che dopo un paio di giorni di febbre non accusa più sintomi. Ri-fortunatamente la famiglia, lungimirante, non fa rientrare al terzo giorno di assenza la ragazza a scuola, ma procede al tampone che risulterà positivo. Siamo a 5 giorni dall’ultimo contatto in classe, siamo nel fine settimana e , trifortunatamente, la settimana successiva la classe sarebbe stata già di suo in Dad; la chat della classe esplode di soluzioni fai-da-te e essere di domenica non aiuta.

Prima reazione

Comunque si valuta di tenere i figli in autoisolamento in casa monitorandoli quotidianamente. Ci abituiamo alla mascherina anche nell’appartamento. La scuola avverte ATS e fino a metà della settimana successiva non arriva nessuna comunicazione. Nessuno dei compagni palesa sintomi. La comunicazione ATS giunta a noi dopo circa 10gg dall’ultimo contatto, nella parte che ci riguarda è la seguente:

ATS

"Si dispone la quarantena al domicilio di vostro figlio fino al termine del periodo di sorveglianza che, secondo le recenti indicazioni ministeriali, si protrarrà fino a esito negativo del tampone programmato da ATS non prima del 10° giorno dall’ultimo contatto con il caso (avvenuto, nello specifico, in data XX/10/2020) o, in alternativa, trascorsi 14 giorni dalla data di ultimo contatto, anche in assenza di effettuazione del tampone. Si precisa che il rientro a scuola può avvenire esclusivamente previa attestazione della riammissione sicura in collettività rilasciata dal Pediatra di Famiglia/Medico di Medicina Generale che vi chiediamo di contattare per informarlo dell’isolamento che è stato disposto."

SUPERBANNER 2020 OCT DNG

Il certificato

ATS non si fa viva e quindi contattiamo il nostro medico curante per il certificato di riammissione a scuola. Prudenzialmente la dottoressa ci segnala che non produrrà alcun certificato senza un esito del tampone; nessun problema, organizziamoci pure.
Il sistema funziona così: il medico via PC entra in un’area riservata e dedicata di ATS dove ha l’elenco delle strutture accreditate allo svolgimento tampone e individuata la prima data disponibile conferma l’appuntamento. Abbiamo un giorno, un’ora e un indirizzo dove presentarci. Resta la perplessità derivante dal fatto che ogni medico di famiglia decida autonomamente e quindi non tutti i compagni di classe hanno avuto l’obbligo di “tamponarsi”.

Anomalie

Prima anomalia: l’indirizzo non è quello. Nella schermata della prenotazione del Tampone al San Paolo appare scritto di presentarsi in Via Rudini presso il passo carraio adiacente all’ingresso principale per eseguire l’esame in modalità Drive Trought, senza scendere dall’auto e in totale sicurezza; ma in quel passo carraio una signora dalla portineria ci segnala che tutti i tamponi si fanno entrando con l’auto da via Ovada e che quella comunicazione è errata.

Seconda anomalia: la prenotazione oraria non vale a nulla; è una pro-forma. In sostanza con la tua bella macchinina ti metti in coda, nel mio caso da Piazza Miani immettendoti nel controviale di Viale Famagosta e procedi a passo d’uomo verso l’unico varco di Via Ovada. Vi dico già che nel mio caso si è trattato di un'attesa di poco più di cinque ore (315 minuti per la precisione). Quindi appalesatevi prima, credo sia meglio.

Terza anomalia: una volta superato il cancello il personale che organizza l’afflusso delle auto ti fornisce un’autocertificazione da compilare e scopri che nel piazzale oltre al tendone del varco per le auto e un altro dedicato alle aziende, esiste un tendone (docenti/studenti) raggiungibile a piedi seguendo il marciapiede che corre a fianco al varco di ingresso nell’area ospedaliera. Qui si notano parecchie persone in attesa all’interno di un recinto delimitato da transenne; probabilmente qui in un paio d’ore al massimo te la cavi, ma la sicurezza che hai restando in auto mi continua a far propendere su come questa sia la modalità preferibile, almeno per me.

L'attesa

Tampone fatto. Gli esiti arriveranno al medico curante oppure potrai recuperarli di persona o in via telematica. Questa è la fotografia attuale. Ad maiora!

SF

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